PRATICHE SLEALI, DE CASTRO: “IL RISPETTO DELL’ART. 62 AFFIDIAMOLO ALL’ICQ”

In dirittura d’arrivo il recepimento della Direttiva europea contro le pratiche commerciali sleali nel settore agroalimentare. Dopo il via libera del Consiglio dei ministri di poche settimane fa al recepimento della direttiva nella prossima legge comunitaria, adesso la partita si gioca tutta in Parlamento con la possibilità eventualmente di aggiungere altre pratiche sleali alle 16 codificate nella direttiva.

“Siamo ad una fase cruciale del recepimento – ha avvisato Paolo De Castro, coordinatore S&D della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo e relatore della direttiva -. Bisogna fare molta attenzione alla fantasia spropositata dei Parlamenti nazionali. Del resto non dimentichiamoci che il testo di legge, a Bruxelles, è stato profondamente osteggiato dalla grande distribuzione europea e italiana. Questa fase finale va seguita molto da vicino visto anche il precedente dell’art. 62 (che è la norma interna preposta a tutela della leale concorrenza) che di fatto in Italia non è servita molto. Basti pensare che in cinque anni sono state sporte solo tre denunce all’Antitrust e solo in un caso si è arrivati alla condanna. Sono cifre che, paragonate alle 350 denunce, ad esempio, registrate nel solo ultimo anno in Francia, appaiono evidentemente anomale”.

De Castro, che è intervenuto nel corso del convegno ‘Art.62 la concorrenza. Opportunità per le aziende?, (nella foto un momento dell’incontro) organizzato da Confagricoltura Salerno presso l’Italian Fruit Village, a cui hanno partecipato anche Massimiliano Giansanti presidente di Confagricoltura e Marco Salvi, presidente di Fruitimprese, ha però precisato: “La legge del 2012 che prevede l’art. 62 è un’ottima legge e, fra le altre cose, ha previsto il problema dei pagamenti nella catena di fornitura portandoli a 30 giorni. Non funziona, però, sul fronte del contrasto alle pratiche sleali per un errore all’origine che è quello di avere affidato all’Antitrust la competenza delle vertenze. Proprio perché è un ente di altissimo livello che si occupa di tante cose, non ha sufficienti uomini e mezzi per occuparsi di tutto. Mentre c’è un altro ente in Italia, l’Ispettorato Controllo Qualità (ICQ) che fa capo al Mipaaf, che con i suoi oltre 2mila dipendenti ben potrebbe gestire queste pratiche”.

Con la direttiva poi le denunce saranno anonime e potranno essere sporte anche dalle associazioni di categoria a cui i singoli possono rivolgersi, carte alla mano.

“Che sia chiaro – ha affermato De Castro – non si tratta di creare dei paletti al libero mercato e quindi alla libertà contrattuale delle parti. Quello che vogliamo modificare sono le decisioni unilaterali dei grandi distributori ai quali debbono sottostare i produttori che pagano lo scotto di fare parte di un sistema poco aggregato”.

Mariangela Latella

Berlino