IN SPAGNA PICCOLI FRUTTI IN CRISI, FRESHUELVA A MINISTRO E UE: “PIÙ CONTROLLI SUI PAESI TERZI”

Il settore spagnolo dei piccoli frutti, concentrato nella provincia di Huelva e rappresentato dall’associazione Freshuelva, chiede al ministro dell’Agricoltura Luis Planas di essere inserito nei programmi Pac e che inaspriscano i controlli sui prodotti provenienti dai Paesi Terzi, in particolare per fragole e mirtilli.

A tal fine aderisce alla mobilitazione convocata per il prossimo 5 marzo da Cooperativas Agro-alimentarias y Asaja-Huelva.

Gli agricoltori marceranno per sollecitare delle azioni di fronte ai gravi problemi che minacciano il settore agricolo della provincia fra i quali l’ingresso massiccio di frutti rossi dai Paesi terzi che sta saturando il mercato e provocando un forte crollo dei prezzi.

Su questo punto Freshuelva ha inoltrato le proprie rivendicazioni al ministro spagnolo tramite la Fepex, la Federazione spagnola delle associazioni di produttori ed esportatori di frutta, ortaggi, fiori e piante che ha partecipato al tavolo ministeriale convocato da Planas con tutti i rappresentanti del comparto ortofrutticolo.

“È fondamentale – ha precisato Frehuelva in una nota di questa mattina – che la Commissione Europea aumenti le misure di controllo sugli ingressi di prodotti provenienti dai Paesi Terzi al fine di assicurare che siano applicate in maniera rigorosa e uniforme le normative comunitarie in materia di ispezioni”.

Tra le richieste di Freshuelva, anche quella di essere inserita nel sistema dei pagamenti diretti della Pac attualmente in discussione a Bruxelles anche in considerazione della media di ettari coltivati e del numero di lavoratori impiegati, tra dipendenti e autonomi.

Poiché nell’ultima riunione del tavolo nazionale, tenutasi al ministero ieri sera, l’amministrazione centrale (governo di centro sinistra) non si è sbilanciata almeno fino ad ora, con impegni precisi, l’associazione delle berries spagnole della provincia obnubense (governata da un partito di centro destra) ha confermato la sua adesione alla mobilitazione del 5 marzo.

“Riteniamo necessario – fa sapere Freshuelva nella nota diffusa – che le amministrazioni adottino misure per alleviare la crisi del settore che da anni lotta senza aiuti per sopravvivere in un mercato che invece che premiare punisce con prezzi sempre più bassi e che fa concorrere nel nostre aziende con competitor extra-UE che, per via degli accordi commerciali in atto, possono non conformarsi alle normative comunitarie in materia di lavoro e salute, alle quali però i Paesi europei devono attenersi.

Mariangela Latella