PACKAGING SOSTENIBILE, FORUM INTERNAZIONALE A FICO

Il futuro del packaging sostenibile è ora: questo il concetto guida del Forum “Packaging speaks green”, Forum internazionale dedicato alla sostenibilità nella produzione industriale. Ucima e Fondazione FICO hanno riunito molti brand leader a livello globale, da Amazon a Coop, Coca-Cola, Fater (JV P&G e Angelini), Massimo Zanetti Beverages, per un confronto legato alla necessaria svolta green della filiera del packaging. Appuntamento nella Sala Congressi di FICO Eataly World giovedì 20 e venerdì 21 febbraio: i lavori si apriranno alle 9.30 giovedì. Dopo gli interventi introduttivi del presidente di Fondazione FICO Andrea Segrè e del Segretario generale Alessandro Bonfiglioli, e del presidente Ucima Enrico Aureli, il Forum proporrà l’illustrazione dei dati Nomisma legati a consumi e sostenibilità. Al centro di Packaging Speaks Green ci saranno gli esempi virtuosi delle aziende leader a livello globale: in particolare, Clay Dockery (Division Vice President, Corporate Brands di Massimo Zanetti Beverages); Roman Manthey (Global Supply Chain Engineering & Infrastructure Director Coca-Cola Bottling Investment Group); Joseph Rake (Senior Packaging Manager di Amazon); Chiara Faenza (Responsible for sustainability and values innovation di Coop); Enrico Dolce (Product Development & Sales Manager di Fater -JV: P&G, Angelini); Giacomo Canali (Packaging Research Manager di Barilla) e Bill Smith (Director of Brands di Top Friendly Markets). L’intervento di Tim Letts, Deputy Director climate and energy di WWF, aprirà una finestra sul nuovo progetto mondiale promosso per sviluppare modelli sostenibili di business. Anche la FAO porterà un intervento legato alla sostenibilità in rapporto agli sprechi con la delegata Rosa Rolle, a capo del Team che segue il tema delle perdite e sprechi alimentari.

E nell’ambito del Forum Fondazione FICO presenta con Ucima i dati 2020 dell’Osservatorio Packaging/Consumi di Nomisma sulla sostenibilità nelle scelte di acquisto.  Gli italiani prestano attenzione al packaging dei prodotti che acquistano e chiedono ad imprese e retailer maggiore impegno per garantire una svolta green: il 41% dei consumatori non è disposto a pagare in più per l’eco-pack, perché per il 99% dei consumatori è compito dell’industria e dei retailer produrre packaging a minor impatto ambientale. Oggi l’eco-impronta del pack influenza il 46% dei consumatori nella scelta dei prodotti per la persona, il 43% nella scelta dei prodotti alimentari. Il 48% dei consumatori ha smesso di acquistare prodotti che presentavano eccesso di imballaggi. L’attenzione verso la sostenibilità del packaging si inserisce in un quadro generale di mutata sensibilità nei confronti della dell’ambiente. Ma quali sono gli attributi che per il consumatore rendono sostenibile un prodotto?  Essere biologico (42% dei responsabili acquisto individua il marchio bio come principale espressione di sostenibilità), avere una confezione fatta con materiali riciclati o a basso impatto ambientale (37%), derivare da un processo produttivo che utilizza fonti rinnovabili (31%) o con basso consumo di energia/acqua (18%), che garantisce il giusto reddito a chi lo produce (24%).Mentre quando si pensa ad un pack sostenibile i consumatori pensano ad una confezione fatta con materiali degradabili (56%) o riutilizzabili (39%). Sul piano dei materiali, per il food il materiale più rispettoso dell’ambiente è la carta (indicata dal 47% dei responsabili acquisto). Per la categoria bevande nell’immaginario del consumatore sono vetro e cartone/brick a rappresentare i materiali più sostenibili (citati rispettivamente dal 64% e 26%), la plastica è in coda (4%). La sostenibilità entra infatti nelle priorità degli italiani ed è plebiscitaria la consapevolezza che piccole azioni quotidiane da parte di tutti siano necessarie per salvaguardare l’ambiente, lo dichiara il 98% degli italiani. Le azioni praticate più spesso dagli italiani? Svetta la raccolta differenziata, praticata da ben l’83%, segue la riduzione dei consumi energetici (78%) e idrici (77%), limitare l’acquisto o l’utilizzo di bottiglie di plastica (41%), preferire trasporti sostenibili (38%). L’ambiente, oggi, è in cima alle preoccupazioni degli italiani per il 37% degli intervistati: 1 su 3 – dichiara che è su questa priorità che dovrebbe concentrarsi l’azione del governo nazionale e delle istituzioni internazionali, mentre per il 67% l’ambiente diventerà preoccupazione dominante nel 2050. La preoccupazione per l’ambiente, in prospettiva, supera quella per la disoccupazione che oggi è in testa alle priorità di intervento per il 56%, seguita da tasse e fiscalità, settore di azione prioritario per il 39% degli intervistati. E in tema di ambiente, è il cambiamento climatico l’aspetto più preoccupante per gli italiani (56% delle risposte multiple), seguito dall’inquinamento delle acque (54%).