COMPRATE PIÙ ITALIANO: LA GDO CI STA?

È il momento della responsabilità. L’ora più buia, ha detto il premier Conte, ricordando il Churchill nel momento più disperato della seconda guerra mondiale. Forse un eccesso di enfasi, comunque ci sembra che solo adesso l’Italia stia prendendo coscienza esatta della gravità della situazione. Che è certamente grave e richiede l’impegno e lo sforzo eccezionale di tutti. Come ha detto la ministra Bellanova, “l’emergenza sanitaria che il Paese sta affrontando richiede ad ognuno di noi uno sforzo in più. È difficile cambiare le nostre abitudini ma in questo momento abbiamo la responsabilità di tutelarci, per proteggere noi stessi e gli altri dalla diffusione del virus. Ed è per questo che è importante attenerci alle indicazioni degli esperti e alle regole poste dalle autorità. Le misure contenute nel DPCM (quello che ha messo l’intera Italia in quarantena) possono sembrare pesanti, ma hanno l’obiettivo essenziale di garantire la sicurezza e la salute di noi stessi, delle nostre famiglie, delle persone più vulnerabili della nostra comunità”.

Sottoscriviamo in pieno. Ci chiediamo: quale contributo può dare il comparto dell’ortofrutta a questo sforzo collettivo? Le imprese produttive e commerciali dell’ortofrutta non hanno chiuso in questi giorni, stanno continuando a lavorare, a rifornire i Mercati generali, i negozianti al dettaglio, i mercati rionali, le piattaforme delle catene della GDO. In condizioni sempre più difficili (per la manodopera, per i trasporti, per i consumi altalenanti) ma continuano a lavorare perché le campagne non vanno in quarantena. Quindi posto che si deve continuare a produrre e i consumatori a comprare, a noi del Corriere Ortofrutticolo sembra che il miglior contributo che si possa dare al comparto per superare l’emergenza sia il sostegno concreto alle imprese italiane, alle produzioni di casa nostra, a chi tutti i giorni apre bottega per far funzionare questo Paese. Le catene della GDO dall’inizio dell’emergenza stanno continuando a vendere ortofrutta, le loro piattaforme continuano a funzionare, a rifornire i punti vendita. Stanno dando un contributo importante alla normalità della nostra vita di tutti i giorni, e questo è importante, importantissimo. Però tutti devono essere chiamati alla massima responsabilità e in questo momento non c’è dubbio che essere responsabili significa privilegiare le produzioni di casa nostra, “senza se e senza ma”. Vediamo in giro troppo prodotto straniero, che spesso si sovrappone a quello nazionale sicuramente per ragioni di minor costo. Qualche catena ha già messo in campo misure dettate dall’emergenza come sconti sul recapito della spesa a casa, agevolazioni nei pagamenti ai fornitori e sostegno al welfare dei dipendenti. Bene, benissimo. Però bisogna fare di più. Le imprese produttive di casa nostra non devono, non possono essere lasciate sole. Per questo ci rivolgiamo alle principali catene della GDO attraverso il nostro sito per invitarle a farci sapere in concreto cosa stanno facendo per dare una mano al Sistema Italia dell’ortofrutta, se sono disposte a privilegiare la produzione italiana a scapito di quella di importazione, almeno finché dura l’emergenza Coronavirus. Alle catene, ai grandi e piccoli retailer chiediamo non dichiarazioni di principio o ragionamenti astratti o annunci di protocolli di intesa, ma fatti concreti, scelte impegnative immediate. Chi aderisce a questo nostro appello e condivide il nostro sentiment, può scrivere alla nostra mail redazione@corriereortofrutticolo.it  e dirci cosa intende fare. Crediamo che sia il minimo dovuto alle tantissime imprese che continuano a lavorare e a far funzionare il Sistema Italia dell’ortofrutta. (l. frass.)