ORANFRIZER, FORNITURE ALLA GDO TRIPLICATE. L’EXPORT VOLA. ARANCE ROSSE QUASI FINITE

Incremento delle forniture del 300% sulle piattaforme logistiche della grande distribuzione italiana, crescita dell’export del 30% soprattutto per le arance pigmentate. Il tutto con un trend dei prezzi liquidati al produttore che viaggia sul raddoppio e che si assesta mediamente su 1,50 euro al chilo.

È questo il quadro della situazione disegnato da Nello Alba (nella foto), amministratore Unico di Oranfrizer, azienda leader nella produzione di agrumi made in Italy che esporta in tutto il mondo. Lo abbiamo raggiunto al telefono per un’intervista in esclusiva per Il Corriere Ortofrutticolo in cui abbiamo fatto il punto della situazione ‘emergenza coronavirus’ e campagna agrumi.

“Innanzitutto – precisa Alba – desidero ringraziare i nostri vettori e le aziende di autotrasporto locali che non ci hanno mai abbandonato in questi giorni di emergenza. Stanno facendo l’impossibile da 15 giorni per fare arrivare le merci. Sul mercato nazionale non si è fermato nulla. Anzi, le forniture sono addirittura triplicate e i nostri clienti possono garantire senza problemi continuità delle forniture”.

Le precauzioni sanitarie sul posto di lavoro, imposte con decreto ministeriale dello scorso fine settimana, erano già state adottate da Oranfrizer sin dallo scoppio dell’emergenza. Quindi: esclusione degli autisti dalle operazioni di carico e scarico, mascherine e igienizzanti per tutti e soprattutto mantenimento delle distanze di sicurezza.

“Quello che registriamo – precisa Alba – posto che la domanda lievita a fronte di un calo dei volumi, in questa campagna, del 30% che arriva anche fino al 50% sulle varietà tardive quali il Tarocco, è il raddoppio dei prezzi alla produzione. Per sopperire anzi alla carenza di prodotto abbiamo dovuto acquistare anche da altre aziende agricole. Al momento non ci sono quasi più arance rosse. Ma i clienti, italiani e stranieri, continuano a volere il prodotto anche alle condizioni di prezzo in crescita”.

Impenna del 30% l’export di Oranfrizer che va, per quanto riguarda il mercato europeo, verso la Norvegia e il Regno Unito. “Ad inizio campagna abbiamo avuto problemi con la Cina per l’emergenza Covid-19, ma adesso siamo alla fine. Per la mancanza di prodotto penso che la maggior parte delle aziende agricole si fermerà a fine marzo e noi saremo uno dei pochi player che continuerà fino ad aprile”.

Nessun problema, infine, viene segnalato da Oranfrizer sulla carenza di manodopera in campo dal momento che i braccianti dell’azienda, sono tutti italiani e il mestiere si tramanda di generazione in generazione con il livello di specializzazione degli addetti che è molto alto.

Mariangela Latella