E-COMMERCE A RITMI PAZZESCHI: FATTURATI ALLE STELLE, C’È CHI NON TIENE IL RITMO DELLE CONSEGNE

Vola l’e-commerce dei freschi e freschissimi come conseguenza della politica dello “stay home”. La gente preferisce ordinare i suoi cibi freschi e freschissimi da casa e quindi “in sicurezza” generando non solo un trend di incrementi del giro d’affari di settimana in settimana ma anche facendo proliferare gli operatori dell’e-commerce che fino a ieri fatturavano circa l’1% del totale della distribuzione dei prodotti ortofrutticoli.

Secondo i dati Nielsen, rilevati nella prima fase dell’emergenza Covid-19, ossia tra lunedì 24 febbraio e domenica 1 marzo, le vendite della GDO italiana hanno fatto registrare un picco di crescita del 12,2% rispetto alla stessa settimana del 2019 e il tasso delle vendite on-line è stato superiore del 15% nella media nazionale con un picco del +20% in Veneto.

Questo andamento eccezionale crea qualche problema. Le piattaforme della GDO, abituate a gestire in questo periodo una mole relativamente limitata di ordini, si trovano in difficoltà davanti ad un’impennata fuori misura delle consegne a domicilio al punto che, soprattutto per alcuni big retailer e in determinate aree, si arriva anche a 20 giorni di ritardo.

Afferma Marco Porcaro, Ceo e fondatore di Cortilia, società specializzata nell’e-commerce di freschi e freschissimi: “Abbiamo deciso di mettere un tetto agli ordini, oltre il quale non ne accettiamo più. Attualmente la nostra crescita oscilla, in base alle aree del Paese, tra il 50 e l’80%”.

Intanto FIPE e Assodelivery (quest’ultima è la prima e unica associazione dell’industria del food delivery italiana alla quale aderiscono Deliveroo, Glovo, Just Eat, SocialFood e  Uber Eats) hanno sviluppato delle linee guida per garantire che le consegne vengano effettuate nella totale sicurezza sanitaria di operatori e clienti.

“Abbiamo attivato la modalità di consegna contactless – fa sapere un portavoce di Just Eat – nel rispetto delle misure precauzionali e della distanza interpersonale di almeno un metro, cioè senza contatti diretti. Abbiamo disabilitato la possibilità di pagare in contanti, consentendo solo pagamenti elettronici. L’ordine non deve essere consegnato direttamente in mano ma appoggiato fuori dalla porta del cliente, previa comunicazione dell’avvenuta consegna. Tramite l’app, inoltre, abbiamo comunicato ai clienti anche agevolazioni sugli ordini, come ad esempio sconti sulle consegne di modo da far lavorare i ristoranti che sono in difficoltà in questo momento, ma anche i rider che stanno avendo maggiori opportunità di consegna”.

Una soluzione inedita al problema della carenza di rider e anche di organizzazione logistica è stata sperimentata, a suo tempo, da Alibaba’s Fresh in Cina, quando l’epidemia era ancora nel suo pieno. Secondo quanto riportato dall’ANSA il colosso asiatico dell’e-commerce ha addirittura deciso di condividere i propri dipendenti con i ristoranti e le aziende che gestiscono le consegne a domicilio per cercare di rispondere all’impennata di acquisti online nel periodo dell’epidemia. Uno scambio che ha riguardato circa 1.800 lavoratori che sono stati assegnati a Fresh Hema con contratti a breve termine.

Il fenomeno e-commerce del momento, in Italia, si chiama Yakkyofy, ed è una start up che sta rivoluzionando il settore con la tecnica del drop shipping. Solo nei primi 15 giorni di marzo, ha visto sestuplicare il proprio fatturato (+456%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’azienda ha chiuso il 2019 con un giro d’affari di 2,2 milioni di euro ma già nel primo trimestre 2020, non ancora terminato, il trend di crescita viaggia su una media di +125% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso costituendo la premessa per un grosso balzo in avanti del fatturato a fine anno.

Mariangela Latella

(fonte: Freshcutnews.it)