PEVIANI: “C’È UN’INVERSIONE DI TENDENZA, VENDITE IN NETTO CALO RISPETTO ALLA SCORSA SETTIMANA. BENE L’EXPORT”

Ha iniziato a rallentare la fornitura nazionale di Peviani Spa, nei primi giorni di questa settimana, dopo i picchi di domanda dei giorni precedenti. I costi, inoltre, sono in costante aumento sia per i fornitori che per gli operatori a valle della filiera. Non solo per via dell’ottemperanza alle misure di sicurezza sanitaria ma anche per la difficoltà a reperire manodopera in campo e per i maggiori costi logistici che si stanno registrando soprattutto in Sicilia.

Intanto l’export dell’azienda con quartiere generale a Siziano (Pavia) a venti minuti da Milano, continua a crescere e, nonostante la riluttanza di alcuni trasportatori esteri ad accettare le destinazioni italiane, anche le attività di import vanno avanti senza particolari intoppi.

Il settore tutto sommato tiene, stante la grave situazione di emergenza – spiega Luigi Gino Peviani (nella foto), amministratore delegato del Gruppo -. Ovviamente c’è una grandissima attività di presidio perché ovunque abbiamo dovuto applicare le regole di sicurezza sanitarie per far fronte a questa emergenza. In questo siamo stati anche molto tempestivi perché abbiamo attivato le procedure di sicurezza sin dall’inizio del problema. Già da diverse settimane abbiamo iniziato con lo smart working, laddove possibile. Mentre per gli addetti che continuano a presidiare le attività dell’azienda abbiamo messo in piedi un programma di sicurezza basato sul rispetto delle distanze, e sull’utilizzo di tutti i presidi necessari”.

Peviani, in Italia lavora esclusivamente con la Gdo, e ha regitrato, in linea con l’andamento di crescita generalizzato del settore distributivo, picchi di vendite nelle scorse settimane.

“Nei primi giorni di questa settimana – precisa Peviani – abbiamo iniziato a registrare un’inversione di tendenza, con un calo delle vendite che, a mercoledì, è stato del 30% rispetto alla settimana precedente. Tuttavia gli ordini per la seconda parte della settimana si sono già normalizzati. Il fatto è che i consumi sono meno omogenei perché si sono modificate le abitudini dei consumatori. La gente non esce più due o tre volte a settimana per fare la spesa ma preferisce concentrare gli acquisti in un’unica uscita per ridurre l’esposizione al rischio”.

Confermata la mancanza di manodopera a monte della filiera anche per Peviani, che la attesta intorno al 20% in meno anche se, chiosa l’amministratore delegato: “non rappresenta un problema per le forniture, perché sono riduzioni di addetti facilmente gestibili. Anche per i braccianti in campo, che nella nostra azienda sono esclusivamente italiani, abbiamo messo in atto procedure di sicurezza come ad esempio quella di fare viaggiare i pullman che traportano la manodopera, alla metà della capacità di carico di modo da permettere ai lavoratori di mantenere la distanza di sicurezza anche dentro i veicoli. Oltre a questo c’è anche la sanificazione quotidiana delle linee di processo. Tutti questi sono costi vivi che ci spingono, in questi tempi di emergenza a chiedere, per alcuni prodotti che lo necessitano, perché più deboli sul mercato, degli incentivi in più anche se quello che comanda è sempre il mercato e quindi la disponibilità o meno di prodotto. Se è inflazionato si fa fatica”.

Si naviga a vista, insomma, cercando di accusare meno colpi possibili dei questa crisi globale, anche spingendo sul prezzo opportuno laddove necessario anche se, afferma Peviani: “la marginalità non è il nostro primo pensiero in questo periodo. L’obiettivo è: superarlo prima possibile”.

Crescono le difficoltà logistiche specie in Sicilia, dove l’azienda ha una base produttiva. “In questa regione – spiega Peviani – mi riferiscono di aumenti dei costi del trasporto anche del 15%”.

Prosegue senza particolari intoppi, invece, l’export del gruppo, orientato verso il nord Europa anche grazie all’intervento delle autorità europee a garanzia della libera circolazione delle merci nel rispetto del trattato fondante dell’Unione.

“In questo senso – dice Peviani – posso affermare che i risultati sono incoraggianti e che, al di là di qualche rallentamento verso alcuni Paesi come Slovenia e Ungheria, tutto prosegue più o meno regolarmente anche grazie all’intervento tempestivo delle Istituzioni che si sono mosse, questa volta, con un timing ottimo”.

Sul fronte import i problemi sono legati ad alcuni vettori che non vogliono venire in Italia a scaricare o che preferiscono avere un’unica destinazione e non fare groupage, ossia venire per scaricare in più punti. Nonostante tutto l’azienda registra un trend costante del volume d’affari.

Mariangela Latella