DIMENSIONI OP, VELARDO: “IL SUCCESSO NON DIPENDE SOLO DAI PARAMETRI. MA BISOGNA EVITARE LO SPACCHETTAMENTO DELLE ATTUALI OP”

Sul tema delle dimensioni minime delle OP, sollevato da un articolo del nostro direttore Lorenzo Frassoldati (leggi news), pubblichiamo questo intervento di Gennaro Velardo (nella foto), presidente di Italia Ortofrutta Unione Nazionale. Sull’argomento abbiamo già registrato il parere di Felice Poli, presidente Unaproa (leggi news)

“Il tema dei parametri del riconoscimento delle OP torna ciclicamente all’attenzione del settore organizzato ortofrutticolo e del Ministero. Taluni sostengono che l’aumento dei parametri di riconoscimento sia una conditio sine qua non per rafforzare le OP, il loro ruolo commerciale e le performance del sistema organizzato. Italia Ortofrutta tuttavia, a fronte di determinati dati e di esperienze oggettive riscontrate durante i suoi numerosi anni di attività in materia, ha maturato un’idea differente che ha preso forma dai seguenti presupposti:

1 – Abbiamo potuto osservare che tutte le OP, anche quelle particolarmente affermate, sono state riconosciute con i parametri minimi conformi alla normativa dell’epoca;

2 – Le OP spagnole, che nostro malgrado stanno ottenendo migliori risultati competitivi sul mercato, hanno parametri di riconoscimenti in linea o inferiori di quelli italiani;

3 – Abbiamo pertanto maturato l’idea che il successo delle Organizzazioni dei Produttori e del settore tutto non sia necessariamente legato ai parametri da raggiungere per ottenere il riconoscimento.

Partendo da questo assunto dobbiamo anche considerare che il 50% del settore ortofrutticolo italiano non è organizzato e pertanto crediamo che non si debbano creare troppi ostacoli alla nascita di nuove OP. In conclusione crediamo quindi che gli attuali parametri di 15 produttori e di 4,5 milioni di euro di VPC (Valore della produzione commercializzata) siano adeguati e siano da mantenere soprattutto in vista della tutela degli attuali processi di aggregazione e a garanzia di nuove Organizzazioni che aggreghino nuovo prodotto. Fermo restando la facoltà delle singole Regioni di aumentare tali parametri per i loro territori. Riteniamo invece necessario tutelare le OP esistenti da comportamenti opportunistici e/o disaggregativi dei propri associati ed abbiamo suggerito di inserire nel DM una norma in tal senso. Ovvero che “Ai fini del calcolo del VPC necessario al riconoscimento di una nuova OP non si terrà conto della produzione conferita da soci che abbiano receduto da OP già riconosciute. Ciò al fine di scongiurare lo spacchettamento delle OP già operanti ed a vantaggio di nuove Organizzazioni che aggreghino nuovo prodotto”. In questo modo, senza ostacolare la costituzione di nuove OP, otterremmo il raddoppio delle dimensioni economiche perché i 4,5 milioni di euro che rappresentano il valore minimo per il riconoscimento dovrà essere trovato in produttori che fanno parte del 50% non aggregato.

Gennaro Velardo

Presidente Italia Ortofrutta Unione Nazionale