APOFRUIT, CATEGORY AL CENTRO DEL PIANO STRATEGICO FINO AL 2022

Pronto il Piano strategico 2020/22 che Apofruit intende attuare nei prossimi tre anni, in un percorso di razionalizzazione e organizzazione, tenendo conto della necessaria flessibilità per fornire risposte adeguate alle mutazioni sempre più volubili dei mercati in un contesto produttivo diventato più complicato a causa dei cambiamenti climatici e presenza di nuove avversità.

“Dal 2015 al 2019 il Gruppo Apofruit è cresciuto significativamente, oltre il 50%, sia per volumi sia per fatturato, attraverso lo sviluppo di linee interne e acquisizioni esterne – sottolinea il presidente di Apofruit Italia Mirco Zanotti – abbiamo ampliato la presenza geografica, ma anche il paniere di prodotti ha subito un processo di forte cambiamento. Diversi progetti il cui percorso è iniziato alcuni anni fa sono confluiti nel corso del 2019 in Apofruit, creando le condizioni per poterne razionalizzare la gestione. Credo che queste siano le giuste premesse da cui partire per affrontare il prossimo triennio con nuove strategie”. Negli anni appena trascorsi Apofruit ha accompagnato un significativo sviluppo del biologico con progetti che hanno preso sempre più spazio. Nella produzione integrata le strategie adottate hanno spinto un forte sviluppo sulle superfici di fragole, kiwi giallo, mele a club, inoltre sono stati delineati nuovi progetti che porteranno ad uno sviluppo su piccoli frutti e frutta secca, in modo particolare il mandorlo. Al contempo in alcuni territori si è registrato un ridimensionamento delle produzioni estive. Più in generale, importanti cambiamenti condizionano sempre più l’agricoltura non solo italiana, generando problematiche nuove e criticità, che richiedono approcci diversi. “Oggi fare strategie sui mercati è diventato particolarmente difficile, i cambiamenti sono rapidi, i mercati internazionali molto volubili – dichiara il Direttore generale Ilenio Bastoni – se aggiungiamo i mutamenti climatici e le nuove patologie (cimice, maculatura, ecc.,) che causano grande fluttuazione dei volumi per alcune produzioni, alterandone anche la qualità, occorre sempre più saper gestire strategie a brevissimo termine, quasi alla giornata ed in un’ottica di massima flessibilità. Per questo abbiamo deciso di implementare l’impostazione per Category, strutturando un gruppo di figure di riferimento in grado di avere in ogni fase della filiera una fotografia puntuale e precisa della produzione”.

L’organizzazione per Category prevede di individuare all’interno dei diversi settori – commerciale, tecnico e gruppo operativo di magazzino – precise figure come punti di riferimento con l’obiettivo di ottimizzare i risultati della programmazione, della gestione e valorizzazione dei prodotti. Questo gruppo di figure è chiamato a fare un lavoro preparatorio molto importante per avere un preciso quadro preventivo della produzione, comunicare alla base agricola gli obiettivi e organizzare i magazzini in un’ottica di massima flessibilità, prendendo, quando necessario, decisioni su chiusura o meno dei magazzini, razionalizzando così anche l’aspetto economico con contenimento dei costi. Oltre a occuparsi del lavoro preparatorio, il gruppo Category sarà punto di riferimento quotidiano durante le campagne raccolta e al termine si occuperà di fornire un’analisi consuntiva per comprendere ed evidenziare le criticità incontrate. Altra linea di intervento del nuovo Piano è quella relativa alla introduzione di maggior informatizzazione e automatizzazione in alcuni processi quali, contabilità industriale, gestione delle giacenze in magazzino, formulazione seminetti e proiezione dei valorizzati. Per quanto riguarda il personale, in questi mesi si sono registrati diversi pensionamenti le cui responsabilità sono state suddivise senza nuove assunzioni, favorendo così anche la crescita di professionalità interne; questa impostazione verrà mantenuta anche per i prossimi anni.

“Nel piano strategico triennale – prosegue Bastoni – gli investimenti saranno concentrati sull’innovazione del packaging in linea con le richieste del mercato e con un occhio rivolto all’ecosostenibilità”. Apofruit, dopo avere negli ultimi anni adeguato le linee di selezione e calibratura con l’introduzione di tecnologie che hanno automatizzato e migliorato i processi di selezione, nei prossimi anni vedrà ridurre gli investimenti in questo settore privilegiando il settore del confezionamento, in cui comunque si sta già operando adottando materiali con minore impatto ambientale come ad esempio i materiali riciclabili”.

“Inoltre – conclude Bastoni – in questi anni sono stati diversi gli adeguamenti tecnologici e di frigo realizzati nei diversi stabilimenti in tutta Italia che risultano quindi adeguati alle necessità produttive di Apofruit”. Infine Apofruit, partendo da un’analisi prospettica per capire come sarà il mercato a 3/5 anni e con la convinzione che la domanda e l’offerta si andranno a riallineare, cercherà di sostenere le produzioni estive, soprattutto quei gruppi varietali che potranno avere nuovamente interesse e sviluppo sul mercato, impostando a questo fine parte delle risorse OCM, che verranno destinate per sostenere il reddito degli agricoltori.

 

Nella foto di apertura, da sinistra, Mirco Zanotti e Ilenio Bastoni