CATANIA, TAGLIATE TREMILA PIANTINE DI AGRUMI. DANNI PER 100MILA EURO. “AZIONE CRIMINALE”

Il presidente del Consorzio Arancia Rossa Giovanni Selvaggi interviene sull’increscioso episodio avvenuto qualche giorno fa a Mineo (Catania), dove si è registrato il danneggiamento di oltre tremila piantine di agrumi in un fondo agricolo. Un danno di migliaia di euro che mette ancora più in ginocchio un settore vessato da concorrenza sleale, pressione fiscale e crisi endemica.

“Si tratta – dice Selvaggi – dell’ennesimo affronto a tutti i produttori agricoli. Stavolta è accaduto nella piana di Mineo e si stenta a comprendere i motivi che abbiano spinto a questa devastazione. Da anni lanciamo allarmi e appelli alle forze dell’ordine per tutelare il lavoro degli agricoltori e della gente onesta: questo furto è la goccia che fa traboccare il vaso. Con la pandemia in atto ciò vuol dire condannare alla morte economica gli imprenditori agricoli che sono la linfa e la spina dorsale della Sicilia. Auspichiamo l’intervento di sua Eccellenza il Prefetto di Catania affinché questo episodio non si ripeta e affinché i produttori agrumicoli possano lavorare in sicurezza”.

Maurizio Ialuna, componente del consiglio di amministrazione del Consorzio Arancia Rossa di Sicilia, ha aggiunto: “La nostra più totale solidarietà alle vittime di questo inutile e scellerato scempio che ha causato un danno economico di oltre centomila euro e ha interessato oltre sei ettari di terreno, colpendo diversi proprietari dei fondi agricoli.
Non comprendiamo il perché di questo accanimento nei confronti dei produttori che si sono visti tagliare le proprie piantumazioni agrumicole, cagionando gravi danni che penalizzano ulteriormente il tessuto produttivo locale e che mettono a repentaglio il futuro delle aziende che vanno incontro a un sicuro blocco produttivo ed economico, gettando nello sconforto intere famiglie”.

“In questi ultimi anni sono accaduti diversi episodi simili – conclude – ed è un fatto grave per cui mi associo all’appello lanciato dal presidente Selvaggi per chiedere un intervento della prefettura etnea a tutela dei produttori”.