CORONAVIRUS, DA UNISET UNA TECNOLOGIA PER RILEVARE LE DISTANZE TRA LAVORATORI

Imprese al lavoro per quella che viene chiamata la fase 2 del coronavirus, quelle che dovrebbe portarci fuori dall’emergenza.

C’è chi si preoccupa di calcolare la distanza tra un lavoratore e un altro e quali dispositivi protettivi utilizzare nella fase produttiva e chi mette a punto tecnologie in grado di rilevare l’effettivo rispetto delle linee guida che saranno alla base della ripartenza.

Quest’ultimo è il caso della Uniset, startup creata a Cesena dalla Unitec di Angelo Benedetti, azienda leader nella progettazione e realizzazione di linee, impianti e macchine per il settore ortofrutticolo.

Uniset ha messo a punto un sistema basato su tecnologia ultra-wideband (banda ultra larga) che consente di localizzare il personale all’interno di aree produttive, uffici, capannoni, con precisione di una decina di centimetri.

La tecnologia, chiamata Sequitur, è stata ricavata da dieci anni di ricerca portata avanti dall’Università di Bologna e con la collaborazione di partner internazionali.

Nicolò Decarli

“Sequitur – spiega l’ingegner Nicolò De Carli di Uniset – permette di geolocalizzare il personale dotato di un apposito tag, piccolo dispositivo elettronico radio, con batteria ricaricabile, da indossare, estendendo quindi la copertura del GPS anche indoor e garantendo una precisione prima d’ora impossibile”. Il sistema è già stato certificato ed è pronto alla vendita.

La geolocalizzazione può essere sfruttata con lo scopo primario di allertare il personale nel caso che le distanze di sicurezza fra colleghi previste per la fase 2 non siano rispettate, notificando in tempo reale l’avvicinamento ad altro personale sotto la soglia di sicurezza.

Inoltre, nel caso di un lavoratore eventualmente contagiato da coronavirus, Sequitur può garantire l’analisi storica dei contatti avvenuti, così da prendere in modo tempestivo ed efficace misure appropriate di contenimento, pur mantenendo l’operatività generale dell’azienda.

Il sistema Sequitur è già sfruttato per la localizzazione di carrelli elevatori nella logistica industriale e ora garantirà un concreto ausilio alla sicurezza sul luogo di lavoro.

(fonte: Il Resto del Carlino)