LA IV GAMMA DI FRUTTA SECCA SPICCA IL VOLO CON IL LOCKDOWN. IL PUNTO CON CALCAGNI

In controtendenza con l’andamento generale del fresh-cut, la IV Gamma di frutta secca ha registrato performance di crescita a doppia cifra, con una media nei due mesi di lockdown del +15%. Tra i driver della domanda le qualità salutistiche dei prodotti e la lunga shelf-life. Ma il ‘miracolo’ potrebbe rientrare nella Fase2 che potrebbe ricondurre verso un riallineamento ai normali trend di mercato del settore.
Ne parliamo con Giuseppe Calcagni (nella foto), presidente di Besana Group, azienda leader nel settore della frutta secca, in un’intervista esclusiva per FreshCutNews.

Presidente Calcagni, quali performance di mercato ha registrato la IV Gamma di frutta secca nei due mesi di lock-down?
“I nostri snack misti di frutta secca hanno avuto un’evoluzione fortissima con una crescita che in marzo si è assestata tra il 20 e il 25% e in aprile tra l’8 e il 10%. Facendo una media dei due mesi, abbiamo avuto un incremento delle vendite del 15%”.

– Secondo lei perché?
“Perché la gente a casa ha sgranocchiato di più. Non potendo andare al bar a farsi l’aperitivo o prendersi il caffè ha scelto come diversivo, uno snack salutista e soprattutto, nella fase di scelta all’acquisto, un prodotto che non avesse problemi di frigorifero ossia di scadenza. Anche per questo non abbiamo avuto problemi di logistica. Consideri che il nodo delle spedizioni è durato al massimo una settimana, poi tutto è proseguito regolarmente. Lo dico da esportatore doc dato che Besana è un gruppo con distribuzione europea per il 90%, mentre il restante 10% della produzione viene venduto in Italia. I nostri stabilimenti in Italia e nel Regno Unito, in questi due mesi, hanno lavorato al massimo perché la richiesta della private label è stata fortissima”.

– Cosa vi aspettate dalla Fase2?
“Che impatteremo con un consumatore meno ricco, che spenderà di meno e cercherà di passare da un ‘prodotto di lusso’ ad un prodotto di ‘prima’ perché è diventato più attento alla spesa. Già adesso la domanda sta cambiando. La richiesta è ancora buona ma abbiamo avuto cali di consumo. Ma per un’azienda come noi che lavora con la grande distribuzione, questo va anche bene. Chi era legato al canale horeca, invece, ha avuto una fase discendete piuttosto precipitosa”

– Quali prodotti tengono meglio oggi?
“Stiamo lavorando con prodotti di IV e V Gamma per l’home baking (letteralmente dall’inglese, baking = cottura al forno, ma anche cucinato in casa, n.d.r.) come le granelle di mandorle e nocciole, prodotti per dolci e, poi, con la nostra specialità che è la torta caprese. Questi articoli stanno andando piuttosto bene registrando un +6% nelle ultime quattro settimane, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”

– Cosa pensa del boom dell’e-commerce di questi ultimi due mesi?
“Anche noi ne abbiamo tratto vantaggio perché siamo esportatori di private label e tutte le insegne con le quali lavoriamo hanno delle piattaforme di e-commerce. Tutto quello che è venuto meno dalla vendita a scaffale dopo la grande corsa, successivamente è passato all’e-commerce. Gli stessi clienti affezionati di Colruyt, ad esempio, o Lidl, hanno iniziato a comprare online e noi abbiamo partecipato con loro a questa corsa”.

– Qualche dato?
“I nostri clienti ci comunicano che la crescita dell’e-commerce oscilla tra il 30 e 40%”.

– Pensa si tratti di un cambiamento destinato a consolidarsi su queste cifre?
“Penso che questo fenomeno corrisponda a quello che da manuale è chiamata crescita a zig-zag. Quando sarà finita l’emergenza, se l’e-commerce si assesterà su un +5-10%, sarà già un bel passo avanti. Ma quello che è successo in questi mesi indubbiamente cambierà le nostre abitudini. La paura e il distanziamento rimarranno per molti mesi e allo stesso tempo stiamo assistendo ad una svolta sostenibile. In questo senso, l’e-commerce è funzionale ad entrambe le direzioni. Contemporaneamente, assisteremo ad un’accelerazione del processo di cambiamento delle grandi insegne, iniziata prima del Covid e adesso resa impellente e riguardante la riduzione delle superfici di vendita”.

– Macfrut ha lanciato la prima edizione italiana digitale della fiera, cosa ne pensa?
“Penso che di necessità si faccia virtù perché questa iniziativa offre prospettive interessanti. Certo bisognerà lavorare molto bene sui contenuti, bisognerà sapersi promuovere con spot ben fatti. Poi, dietro lo spot ci sarà un responsabile che spiegherà meglio l’offerta ma di fatto è lo spot la vera vetrina. Macfrut digitale sarà l’occasione di una promozione world-wide dell’ortofrutta italiana”.

Mariangela Latella

(fonte: Freshcutnews.it)