VERNOCCHI: “IN EMILIA ROMAGNA OLTRE IL 50% DELLE AZIENDE AGRICOLE RISCHIA DI CHIUDERE”

Settore in crisi profonda con lavoratori a rischio cassa integrazione in Emilia Romagna, regione in ginocchio a causa dell’emergenza Covid-19 e degli effetti delle gelate con la produzione più che dimezzata (-30-40% di pere e mele, -60% di pesche, susine e albicocche -80%). “Qui non sono in bilico due o tre mesi di fatturato ma un intero anni di ricavi”, sottolinea Davide Vernocchi (nella foto), coordinatore ortofrutta di Alleanza Cooperative in un’intervista al Sole24Ore. “In Emilia Romagna più della metà delle aziende agricole rischia di chiudere”. E se pensiamo che nella regione ci sono almeno 16mila aziende agricole specializzate nel comparto ortofrutticolo per 57 mila ettari di produzione, si capisce la portata del fenomeno. Inoltre, si sottolinea sul Sole, “in giro si sentono già le prime proposte per rilevare i terreni da parte di “gente dubbia” come la definisce Vernocchi”. Come dire: la criminalità organizzata si sta dando da fare cogliendo l’occasione della nuova crisi in atto.

Sulla stagione in sé Vernocchi sottolinea come “venivamo da un 2019 difficile con i ricavi bassi perché abbiamo avuto fare i conti con i raccolti falcidiati dalla cimice asiatica. E ora sono arrivate le gelate di fine marzo e inizio aprile, in piena fioritura delle piante da frutto, che hanno interessato tutta la pianura padana. I danni sono stati enormi”. Sulle assicurazioni Vernocchi sototlinea come “le compagnie hanno aperto le campagne assicurative soltanto ai primi di marzo e le pratiche burocratiche richiedono un certo tempo. Con il lockdown gli imprenditori non sono potuti fisicamente ad andare ad aprire le pratiche e a firmare i contratti. Molte imprese non hanno fatto in tempo ad assicurarsi e si sono dovute sobbarcare i costi delle gelate”. Secondo Condifesa Emilia Romagna i valori assicurati ad aprile 2020 erano a 517 milioni, meno della metà rispetto al 2019. “Tra febbraio e marzo – spiega ancora Vernocchi al Sole – tra potature e trattamenti antiparassitari, gli agricoltori hanno già sborsato il 60-70% di tutti i costi annuali. Alla fine abbiamo messo in cassa integrazione i nostri magazzinieri, tecnici, impiegati amministrativi”. Altro che assunzioni di persone per la manodopera.

(fonte: Il Sole24Ore)