MERCURI E LE SFIDE DELLA CAPITANATA, PRIMA IN ITALIA NEGLI ORTAGGI A PIENO CAMPO

Il Tavoliere di Puglia, storicamente la Capitanata, rimane l’area orticola più importante d’Italia per le produzioni a pieno campo (leggi news). Rispetto agli altri areali produttivi del Meridione, la Capitanata ha un vantaggio che è il “segreto” del suo primato: vanta un sistema d’irrigazione in grado di coprire 200 mila ettari grazie al buon lavoro svolto negli anni dal Consorzio di bonifica.
Ne parliamo con Giorgio Mercuri (nella foto), foggiano, presidente nazionale del settore agroalimentare di Alleanza delle Cooperative Italiane, rimasto sempre legato al suo territorio. “L’orticoltura nella nostra zona è cresciuta moltissimo negli ultimi 10 anni, occupando progressivamente e interamente i 16 mila ettari un tempo coltivati a bietole. Se prendiamo l’asparago – spiega Mercuri – la coltura è passata da 1.200 a 6.000 ettari. Siamo diventati così la prima provincia per la produzione di asparago verde d’Italia. Per il broccoletto, prodotto per 10 mesi all’anno, siamo il secondo areale europeo dopo Murcia. Importanti sono anche le produzioni di spinaci da industria e di carciofi”.
Si coltivano anche cavolfiori, finocchi, sedano, bietole da costa e tutti gli ortaggi tipici del Sud. Il 75% della produzione viene venduta fresca ed è destinata a tutto il mercato nazionale con quote oltre il 50% di export; il 25% – soprattutto pomodoro e spinacio – va alla trasformazione.
Sono cambiate molte cose negli ultimi anni. “Abbiamo aziende capaci di condizionare e trasformare il prodotto – racconta Mercuri – perché il sistema aggregato è cresciuto e si è rafforzato. Il risultato è che se prima una parte significativa del prodotto andava in Campania o in Emilia Romagna per essere lavorato e poi venduto, oggi il 90% della produzione è condizionato e venduto sul territorio. La crescita produttiva ha sviluppato le capacità imprenditoriali e nuove opportunità lungo la filiera dei diversi prodotti”.
Il 70% della produzione passa attraverso la cooperazione. Poche le OP, una decina, concentrate soprattutto nel settore del pomodoro da industria (la più grande si avvicina a un fatturato di 50 milioni di euro, la più piccola è intorno ai 15 milioni).
“Nonostante i risultati raggiunti – sottolinea Giorgio Mercuri – il sistema è ancora fragile nei confronti dei grandi gruppi d’acquisto. Il potere contrattuale della produzione dovrebbe essere più forte, per esserlo l’aggregazione dovrebbe crescere ancora ma è chiaro l’obiettivo: veder riconoscere alla produzione il giusto valore per l’attività che svolge”.
Resta il fatto che nella Capitanata l’orticoltura non ha mai smesso di crescere, mentre si è insediata nell’area anche qualche coltura nuova. Il melograno per esempio, anche se su superfici ancora limitate. Le mandorle, che negli ultimi tre anni hanno attirato forti investimenti. Nel vicino Gargano è in recupero la produzione delle arance. A Zapponeta si coltivano cipolle, patate e pomodorini per l’esportazione. Nel complesso l’orticoltura è l’asse portante dell’economia del territorio. (a.f.)
L’articolo fa parte del Primo Piano Puglia del Corriere Ortofrutticolo in distribuzione