RIVOIRA ENTRA NEL MERCATO DELLE CILIEGIE. “PER IL PIEMONTE È UNA NUOVA OPPORTUNITÀ”

Il Gruppo Rivoira entra nel mercato delle ciliegie. Lo fa con un ambizioso progetto di ampio respiro, iniziato tre anni fa, e ora pronto per essere sviluppato ad ampio raggio, grazie ad un prodotto di alta qualità frutto della selezione di una settantina di varietà. L’obiettivo è fare da apripista ad un nuovo mercato per il settore ortofrutticolo piemontense, alle prese con la crisi del comparto delle pesche e nettarine, in forte contrazione come superfici investite, e con le difficoltà riscontrate anche sul kiwi.

Le ciliegie, secondo il gruppo, che ha sede a Verzuolo (Cuneo), possono creare nuove importanti opportunità per il territorio.

“La nostra idea – spiega Marco Rivoira, amministratore delegato della Rivoira Giovanni e figli Spa – è di valorizzare in particolare la zona del Cuneese, che dal nostro punto di vista è molto vocata della produzione della ciliegia, grazie anche ai terreni collinari che si adattano perfettamente alla coltivazione del ciliegio. Siamo convinti che potrebbe risolvere molte problematiche ai produttori alle prese con le difficoltà di liquidità derivanti dalle produzioni estive, a partire dalle pesche e nettarine”.

Marco Rivoira

Il progetto prevede la messa a dimora di 150-200 ettari di ciliegi, tutti protetti con reti anti insetto, anti pioggia e anti grandine, entro cinque anni. Nel campo sperimentale messo a punto dal gruppo piemontese sono state testate 70 varietà, da cui al momento ne sono state selezionate una decina.

“Stiamo lavorando per inserire l’anno prossimo una nuova varietà a club in esclusiva, di origine americana, su 25-30 ettari, sul modello della mela Ambrosia, con caratteristiche straordinarie in termini di croccantezza e dolcezza (con 23-24 gradi brix)”, annuncia Rivoira.

Intanto ieri, giovedì 4 giugno, è iniziata la vendita delle ciliegie. Per quest’anno i volumi saranno attorno ai 2.500 quintali prodotti su 47 ettari. La produzione, medio-tardiva, andrà avanti fino a fine luglio. Le prospettive sono molto incoraggianti, grazie ad una richiesta sostenuta.

La raccolta della frutta avviene direttamente in bins specifici per le ciliegie – e non in casse – alti 22 centimetri in grado di contenere per ogni contenitore tra i 100 e i 120 venti chili di prodotto. “Il prodotto rimane più stabile, senza essere maneggiato, agevolando inoltre le operazioni di raccolta, e mantenendo inalterate le caratteristiche delle ciliegie”, spiega Rivoira. Il che significa anche un abbattimento del costi del 30% e una sensibile riduzione dei tempi di raccolta. Il prodotto viene stoccato nel vecchio magazzino di Verzuolo dove venivano conservate le mele, dove viene sfruttato il sistema di hydrocooling che permette di conservare più a lungo il prodotto.

Per quanto riguarda la selezione delle ciliegie Rivoira, grazie ad un investimento di 2,5 milioni di euro, si è affidata a un macchinario a otto linee Cherry Vision 3.0 di Unitec che individua e controlla la qualità dei frutti esternamente e internamente. Il processo di selezione e conservabilità della frutta consentirà la spedizione del prodotto non solo sul mercato interno ma anche all’estero, non solo in Europa ma anche l’Oltremare, sia via aerea che via mare, anche a 25 giorni di viaggio. “Quest’anno faremo già alcuni esperimenti per capire come viaggia il prodotto in Arabia Saudita e altri Paesi dove abbiamo già chiuso degli accordi”.

Dal punto di vista del packaging, considerando anche l’emergenza sanitaria ancora in atto che ha quasi azzerato le produzioni stuse nei punti vendita, le ciliegie vengono confezionate in specifici bauletti 50×30 con manico e in cestini in rPET da mezzo chilo. Per rendere le confezioni più accattivanti sono state lanciate buste con zip e vasetti da 400 e 500 grammi, sempre in Pet riciclabile.

Emanuele Zanini