COSTITUITA LA COMMISSIONE ITALIANA UVA DA TAVOLA: PROVE TECNICHE DI AGGREGAZIONE

Prove tecniche di aggregazione nel mondo dell’uva da tavola italiana con la costituzione, lo scorso 28 maggio, della Commissione Italiana per l’Uva da Tavola. La forma giuridica scelta è quella, almeno per il momento, di associazione no profit, una soluzione che permette la creazione di una “voce unica” per i produttori di uva da tavola pugliesi e siciliani che aderiranno.

L’obiettivo nel medio termine è quello di diventare un vero e proprio distretto produttivo dell’uva da tavola pugliese e siciliana.

L’idea ha suscitato parecchi entusiasmi e, a soli dieci giorni dalla costituzione, le adesioni dei rappresentanti a tutti i livelli della filiera, sono già una cinquantina. Il 20-30% della compagine associata rappresenta l’indotto, mentre il restante 70% è suddiviso tra produttori e commercianti.

Ci spiega il progetto nei dettagli Massimiliano Del Core (presidente della OP Pignataro e di Grape & Grape Group), uno dei promotori dell’iniziativa insieme al coordinatore amministrativo (in questa fase costitutiva) Francesco Mazzone, Donato Fanelli presidente dell’OI uva da tavola, Stefano Borracci (Magel Srl) e Michelangelo Stolfa (Auxiliaria Naturae Srl).

Massimiliano Del Core

 

– Come nasce l’idea della Commissione Uva da Tavola?

“Serviva un organismo di filiera. È una novità assoluta in Italia e punta ad essere speculare alle altre commissioni sull’uva da tavola che ci sono al mondo, come quella spagnola, sudafricana o australiana. È il primo organismo verticale di filiera che nasce per interpretarne le esigenze e rispondere ai fabbisogni e soprattutto dividere equamente il valore tra tutti gli attori del comparto”.

– Nasce in Puglia, ma il polo produttivo italiano include anche la Sicilia…

“L’abbiamo costituita in Puglia ma è evidente che la Sicilia dovrà inevitabilmente dire la sua.”

– Ci sono già player siciliani tra gli aderenti?

“Ci siamo appena costituiti ma i contatti tra le due aree produttive sono già fitti. Molti produttori siciliani, poi, sono in rete con quelli pugliesi. Chiunque voglia aderire, sarà il benvenuto perché la cosa importante è che dentro questo organismo si dialoghi soprattutto sulle dinamiche di mercato. Una delle prime cose che faremo è proprio un censimento delle produzioni che ad oggi manca. Come possiamo programmare azioni di mercato, se non sappiamo quanti sono i volumi disponibili, le varietà, le aree coltivate ecc.?”.

– Lei ha affermato che la Puglia, per essere competitiva sul mercato deve arrivare a rinnovare, in poco tempo, almeno il 50% della sua produzione mentre ora siamo ancora al 20%. La Commissione intercetta anche questo obiettivo?

“In un certo senso ne getta le basi con i servizi che offre. Nei mesi di lockdown, abbiamo condotto delle trattative con i principali istituti bancari e con le principali compagnie assicurative per proporre oggi agli associati, tramite apposite convenzioni, delle agevolazioni per l’accesso al credito, ad esempio. Poi, stiamo lavorando per ampliare la finestra della copertura assicurativa di modo da non lasciare fuori periodi cruciali, soprattutto in questi tempi di cambio climatico; ci vogliono incentivi alle polizze. Ma siamo ancora all’inizio. La prima riunione, in cui si costituirà il consiglio direttivo, sarà a fine mese. E avrà anche una particolarità”.

– Quale?

“La costituzione di un Comitato tecnico scientifico, attraverso l’adesione, fra i soci, anche degli agronomi. In quell’occasione, metteremo nero su bianco il piano di azione”.

– Sarà accompagnato da un piano di investimenti?

“Più che altro sarà accompagnato dagli accordi con gli istituti di credito convenzionati, per favorire gli investimenti delle aziende che aderiranno. Noi forniamo servizi e strategie”

– Quali, per esempio?

“Per esempio, qui c’è l’enorme problema dello smaltimento dei teli plastici di copertura che devono essere sostituiti e cambiati e devono, quindi, essere smaltiti. Poi anche quello della sicurezza sul lavoro e sanitaria nelle aziende ortofrutticole e nei loro magazzini. Ma sopra ogni cosa, il vero grande vantaggio è il dialogo”.

– In che senso?

“Vogliamo mettere tutti i componenti della filiera davanti ad un tavolo per dialogare non solo di programmazione commerciale ma anche di posizionamento sui mercati e di valorizzazione del prodotto e del territorio. In questo senso, si può dire che siamo un vero e proprio distretto e il passo successivo potrebbe essere il riconoscimento istituzionale di Distretto Produttivo dell’Uva da Tavola”.

– Ma i distretti sono regionali, quindi la Sicilia…?

“Possono essere anche interregionali. Ci vuole tempo”.

– La partecipazione attiva di Donato Fanelli, che è anche presidente della sezione Uva da tavola nell’Interprofessione Ortofrutta Italia, potrebbe creare dei problemi di accavallamento di funzioni e togliere operatività a questo ente?

“Assolutamente no. Sin dall’inizio c’è stata una forte comunione di intenti con l’OI e Fanelli è stato uno dei propulsori della nascita della Commissione proprio perché ci ha detto di avere bisogno, come OI, di una Commissione che indichi la strada maestra a livello nazionale”.

– Quindi ai tavoli Istituzionali, dove l’OI non viene convocata, siederà la Commissione per quanto riguarda l’Uva da Tavola?

“Ci auguriamo possa essere interpellata”.

– È un augurio retorico se si considera che sia la ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, che il sottosegretario all’Agricoltura, Giuseppe L’Abbate, sono entrambi pugliesi.

“Però vede, noi non abbiamo ancora sottoposto alla loro attenzione questa Commissione che nasce più che altro con l’obiettivo di presidiare il comparto, accorciare le distanze tra gli operatori della filiera. Il passo successivo, una volta fatto il censimento, sarà quello di fare riconoscere il distretto produttivo dell’uva da tavola”.

– Potreste anche pensare di arrivare alla tanto agognata aggregazione produttiva con la costituzione di una AOP?

“Al momento non ci pensiamo anche perché andremo a toccare dinamiche commerciali dalle quali si vuole stare fuori. Il nostro obiettivo è rendere omogenea la filiera di modo che il beneficio che produce venga equamente distribuito”.

– Da quando sarà operativa la Commissione?

“È già operativa e dalla prossima campagna i soci potranno beneficiare di tutte le convenzioni in essere con banche e assicurazioni. Creeremo, inoltre, dei gruppi di acquisto per permettere alle imprese di spuntare prezzi più vantaggiosi per le forniture agricole anche in considerazione dello svantaggio economico con cui partiremo che è stato causato, in parte, anche dal Coronavirus”.

– Ha comportato perdite?

“Più che perdite, aumento dei costi del 25-30% per il rispetto delle norme sanitarie. Maggiori costi che ci impongono di avviarci alla campagna che viene con il principale obiettivo di difendere, sul mercato, le nostre produzioni. Per farlo dobbiamo essere più uniti”.

Mariangela Latella