DI PISA (FEDAGRO): “È IL MOMENTO DI UN PIANO GENERALE DEI MERCATI”

“Serve, ora più che mai, un piano generale dei mercati all’ingrosso italiani che oggi si muovono tutti in ordine sparso senza condividere né obiettivi né strategie”.

Così Valentino Di Pisa, presidente nazionale di Fedagromercati- Confcommercio rilancia il tema di una organizzazione omogenea per i mercati all’ingrosso, magari sulla falsariga del modello spagnolo, portata avanti a braccetto con Italmercati.

Una necessità che deriva dalla vetustà della normativa che non è più stata aggiornata dalla fine anni ’80, da quando, cioè, si è iniziata a creare la grande frammentazione mercatale che caratterizza il nostro Paese dove si contano più di 100 mercati all’ingrosso.

Intervistato dal giornalista Ottavio Traverso, nella diretta Facebook organizzata sulla pagina del Mercato Ortofrutticolo di Genova che si è tenuta questa mattina, Di Pisa ha precisato che “questo è il momento giusto per un piano generale perché in tempi di Covid i grossisti e i mercati all’ingrosso, hanno dimostrato una grande capacità di resilienza, vincendo la sfida e arrivando addirittura a chiudere il periodo pandemico con un incremento delle vendite che, secondo i dati di Confcommercio, è stato, di media nazionale, del +6,5-7%”.

“Tre mesi fa, quando è stato chiuso il canale Horeca con l’inizio del lockdown – dice – eravamo tutti preoccupati. Avevamo pronosticato perdite addirittura del 25% che non si sono poi realizzate anche grazie al rilancio alla grande del canale dei dettaglianti, i fruttivendoli, che sono riusciti a guadagnare quote incredibili di mercato diventando il secondo canale distributivo per la vendita di ortofrutta durante il Covid-19”.

Oltre al fattore ‘sicurezza sanitaria’ che il piccolo negozio sotto casa rappresentava molto meglio del grande centro commerciale di periferia nell’immaginario dei consumatori, c’è stata anche la capacità di intercettare una fragilità della grande distribuzione che, ad un certo punto non riusciva più ad evadere, se non con lunghissimi tempi di attesa, le richieste di e-commerce e di ordini a domicilio.

“In questo – afferma Di Pisa – i fruttivendoli sono stati bravissimi a sapersi innovare per offrire immediatamente una risposta e accelerando un processo che doveva partire da tempo ma che di fatto rimaneva sempre in uno stato embrionale. Non solo sul fronte dell’e-commerce ma anche sul fronte dell’innovazione dei rapporti commerciali dentro il mercato. Le transazioni spesso avvenivano con foto mandate per whatsapp, quindi in un contesto di grande fiducia e collaborazione. Penso che alcune di queste novità, come il ruolo dell’e-commerce e quello dei dettaglianti 4.0 siano destinati a rimanere anche dopo l’emergenza pandemica. È un primo passo verso la modernizzazione dei mercati”.

Dopo l’impennata di vendite, nella fase 2, la situazione delle transazioni si sta normalizzando anche se il trend rimane sempre positivo anche grazie alla riapertura del canale Horeca e alla timida ripresa dell’export.

Sull’aumento dei prezzi, Di Pisa, invita a non creare leggende metropolitane. “C’è stato un leggero aumento dei prezzi ma non dimentichiamoci che durante la fase del lock-down il costo del trasporto era salito anche del 40% a causa della chiusura di tutto il settore manifatturiero. Inevitabile caricare i costi sul prezzo finale”.

Mariangela Latella

Nella foto, da sinistra: Ottavio Traverso e Valentino Di Pisa