MERCATO DI MILANO, PIANO DI RILANCIO FRENATO DALLA BUROCRAZIA. “LAVORI COMPLETATI ENTRO 3 ANNI”

Procede, anche se un po’ a rilento a causa della burocrazia il progetto di Foody Milano, nuovo brand del mercato ortofrutticolo del capoluogo lombardo associato al progetto di ristrutturazione, spingendo verso una piena tracciabilità delle transazioni ortofrutticole.

Con un investimento iniziale di circa 100 milioni di euro programmato fino al 2023, Cesare Ferrero, presidente di Sogemi, l’ente di gestione del centro agroalimentare milanese, conta di arrivare in due-tre anni a completare i lavori, programmati quest’anno, avviati e subito bloccati dall’emergenza Covid.

Sulla tracciabilità delle transazioni ortofrutticole nel mercato Ferrero ha affermato: “L’abbiamo già realizzata per il settore ittico, uno dei quattro settori merceologici del mercato – ha precisato Ferrero nella diretta Facebook organizzata da Italmercati – e confidiamo nell’appoggio del nuovo direttivo Fedagro, appena costituitosi in rappresentanza dei 112 operatori ortofrutticoli. Vista l’importanza del tema, il nuovo comitato direttivo dovrebbe fare proprio il progetto di tracciabilità delle transazioni e svilupparlo insieme a noi. Per noi è un elemento fondamentale e avere un comitato direttivo che aiuta l’ente gestore sul cambiamento è un elemento prezioso. La tracciabilità rappresenta una delle tre sfide che ci siamo prefissati con il progetto Foody, insieme all’efficientamento distributivo e alla sicurezza alimentare. Gli strumenti ci sono tutti”.

La tecnologia sarà, infatti, il fil rouge che legherà le attività di Foody Milano (che, senza volere essere maliziosi, richiama alla mente una sorta di versione all’ingrosso di Eataly) a cominciare dal progetto di efficientamento distributivo che prevede la costituzione di una sorta di torre di controllo hi-tech che per efficientare le operazioni di mercato di arrivo, ricezione, scarico, partenza e transazioni.

“I lavori, purtroppo vanno a rilento per la troppa burocrazia – precisa Ferrero –, noi operiamo sotto la legge degli appalti pubblici che se da un lato è strutturata per dare pari opportunità a tutti, d’altro canto, va semplificata per impedire che i cantieri che disciplina viaggino ad una velocità tre volte più lenta di quelli privati. Abbiamo preventivato un investimento di circa 100 milioni da qui al 2022 e il primo semestre del 2023, dopo di che prevedremo altri investimenti per arrivare alla piena operatività del mercato nel 2025”.

Sul fronte degli accessi, sembra che l’emergenza Covid si stia lentamente lasciando alle spalle, nonostante i nuovi contagi registrati negli ultimi giorni in Lombardia. Tra il 28 ed il 31 maggio infatti, si è registrato il record annuale di accessi (ad oggi) che sono stati 23.928 quando in pre-Covid il picco era stato di 22.945 nell’ultima settimana di febbraio mentre nell’ultima settimana monitorata siamo a 22.317.

Fabio Massimo Pallottini, presidente di Italmercati e direttore del Car di Roma, è intervenuto nella diretta Facebook con una domanda sull’efficienza del sistema distributivo del mercati all’ingrosso e sul rapporto con gli altri mercati europei, chiedendo se: “Il problema non risieda anche nel numero di mercati in Italia rispetto a Francia e Spagna?”. Per Ferrero: “Ogni città ha diritto ad avere un mercato. Certo non tutti avranno rilevanza nazionale. Non sto parlando di mercati di serie A o di serie B, ma è un puro fatto dimensionale. Se i mercati sono in grado di gestirlo senza andare in difficoltà, è giusto. Nel caso in cui non siano in grado di farlo, occorrerebbe creare delle sinergie di mercato anche per condividere, ad esempio, i costi”.

Mariangela Latella