FRAGOLE, DAL PIEMONTE PARTE UNA NUOVA SFIDA “IN VERTICALE”

Dal Piemonte, in particolare dalle province di Cuneo e Torino, parte la sfida al mercato delle fragole con produzioni di altura destinate ad occupare due finestre di mercato interessanti e ancora poco battute che sono quella che va dalla seconda settimana di giugno fino alla prima di luglio e dalla prima di settembre alla prima di ottobre.

“In questi periodi – spiega Mattia Canalis, agronomo e consulente nonché fondatore dell’azienda Canalis agricoltura specializzata nella nutrizione vegetale – i prezzi delle fragole possono raggiungere anche gli otto euro al chilo contro i 2 euro circa di piena campagna, quando sono presenti sul mercato tutti i player del settore inclusa la Spagna”.

In Piemonte, che coltiva le fragole al 95% sotto serra, si stanno iniziando a sviluppare le coltivazioni fuori suolo in vertical farming. Tra le aziende pioniere che producono in verticale, c’è l’azienda Agricola DeMarchi che ha piantato i primi 3mila mq per una produzione di 16 tonnellate di fragole della varietà rifiorente Cantus.

Mattia Canalis

“La cosa interessante di questa varietà – afferma Canalis – è che ha un ciclo brevissimo e va in produzione dopo 30 giorni dal trapianto. In questo senso si può programmare al meglio la stagione in base alle esigenze del mercato”.

Attualmente l’azienda Canalis segue circa 25 impianti fuori suolo, la maggior parte dei quali sono concentrati in Piemonte, altri in Sardegna, Udine e Campobasso.

“Lo sviluppo delle coltivazioni fuori suolo – precisa Canalis – è ancora gli albori anche per gli elevati costi di installazione che vanno da 30 ai 60mila euro per ettaro. Non arriva neanche a rappresentare il 4% del totale delle superfici coltivate a fragola in tutto il Paese. In compenso garantisce, se fatto secondo criterio, alcuni vantaggi come, ad esempio, una maggiore produttività, una maggiore continuità della produzione, sottrae al rischio di eventi metereologici avversi e elimina quello delle fitopatologie. Inoltre, il vertical farming ottimizza lo sfruttamento del suolo perché non richiede un’espansione orizzontale delle superfici a cui, per contro, si assiste da anni soprattutto nel Sud Italia ed al Centro Nord come in Romagna o nel Veronese anche nella coltivazione delle fragole”.

Mariangela Latella