ALBICOCCHE, L’APPELLO DI GALLO: “MENO VARIETÀ, PIÙ QUALITÀ”

“Meno varietà, più qualità”. Uno slogan di quattro parole che racchiude bene il messaggio che Natalino Gallo (nella foto), fondatore e presidente dell’Op Agricor di Corigliano Calabro (Cosenza) intende lanciare al settore delle albicocche. “Dobbiamo metterci tutti in discussione”, dichiara al Corriere Ortofrutticolo l’imprenditore calabrese. “Perché iniziano ad esserci troppe varietà. Dobbiamo puntare solo su quelle che davvero valgono. Perché, ahimè, in media, su dieci varietà almeno otto non sono valide. Da un lato dobbiamo offrire un prodotto gustoso e sicuro al consumatore e dall’altro rispettare l’ambiente e i ritmi della natura, senza forzarli troppo”.

Considerazioni che avvengono a commento della stagione della albicocche, ancora in corso, caratterizzata dal maltempo e da importanti riduzioni dei volumi, seppure non ai livelli del Nord Italia e dell’Emilia Romagna in particolare. “Su alcune varietà abbiamo raggiunto il -40%. In giugno – precisa Gallo – abbiamo registrato un’altra ondata di maltempo che ha ulteriormente creato problemi, specie alla qualità del prodotto, senza parlare dei consumi che si sono bloccati per almeno due settimane. Il forte vento hanno danneggiato l’estetica dei frutti, mentre le continue piogge hanno peggiorato il sapore delle albicocche. Per fortuna questi fenomeni non si sono registrati in tutte le zone, anche se si sono registrati ulteriori perdite di prodotto e un aumento degli scarti”.

Da fine giugno ai primi di luglio il mercato nel Mezzogiorno si indirizza verso le tardive, “che possono contare su una qualità eccellente, grazie a pezzature sostenute, ottimo sapore e grado brix elevato. Ci aspettiamo pertanto una chiusura in crescendo”, afferma moderatamente fiducioso Gallo.

“Grazie alla differenziazione delle produzioni, alle produzioni biologiche e a residuo zero, agli impianti tecnologici, come op Agricor siamo riusciti ad attutire il colpo”, sottolinea ancora l’imprenditore calabrese. “Riusciamo a far fronte ai contraccolpi del mercato anche attraverso la differenziazione dell’offerta, che prevede anche le varietà rosse di albicocche”, tra cui spicca Eccelsa, prodotto premium che sta continuano a dare grandi soddisfazioni all’organizzazione di produttori con sede a Corigliano.

Agricor, che esporta circa il 10% delle produzioni, prevede di commercializzare tra i 35 e i 40 mila quintali di albicocche, volumi addirittura in leggero aumento grazie agli investimenti effettuati su nuovi impianti. “Ad oggi abbiamo una potenzialità produttiva al 50%. Come op infatti possediamo 300 ettari. Ma solo la metà degli impianti, circa 150 ettari, sono già operativi”.

Emanuele Zanini