DANNI DA CIMICE IN VENETO, FONDO MUTUALISTICO PER LA FRUTTICOLTURA

Per difendere il reddito degli agricoltori dal crollo improvviso dei prezzi e da eventi avversi la Regione Veneto ha messo in cantiere l’avvio di due iniziative sperimentali: un fondo mutualistico per la frutticoltura, volto a coprire i danni causati dalla cimice asiatica e dalle infestazioni di altri parassiti, e un fondo per le imprese zootecniche da latte, per arginare il calo dei prezzi che deriva dalla fine del regime delle quote latte e dalla conseguente liberalizzazione della produzione.

“Incentivare la leva mutualistica e assicurativa rappresenta oggi una buona strategia per tutelare il reddito degli agricoltori, ma gli strumenti vanno affinati e incentivati – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan (nella foto) – La stessa Corte dei Conti europea ha rilevato che la maggior parte dei fondi del bilancio Ue destinati agli aiuti agli agricoltori per assicurarsi contro le perdite di produzioni hanno avuto un impatto modesto, perché solo il 10% dei produttori assicurati ha beneficiato del sostegno Ue. Da qui l’esigenza di interventi più mirati, che coinvolgano i diretti interessati, su base associativa”.

La Giunta regionale ha dato quindi avvio, su proposta dell’assessore Pan, a due studi diversi, ma accomunati dalla medesima logica di allargare l’ombrello assicurativo sulle produzioni.

Il piano sulla frutticoltura

Il piano regionale di prevenzione e contrasto alla cimice asiatica ha previsto, tra i vari interventi, anche un fondo mutualistico per la copertura del rischio, affidandone lo studio di fattibilità al Centro interuniversitario di contabilità e gestione agraria, forestale e ambientale dell’Università di Padova. Con un ulteriore finanziamento (60 mila euro nel triennio) la Regione coinvolge i Consorzi di difesa delle colture riconosciuti e operanti in Veneto e le loro associazioni al fine di supportare la costituzione di un fondo mutualistico che sia in grado di erogare indennizzi ai frutticoltori colpiti da infestazioni parassitarie, in ragione del danno qualitativo e quantitativo subito.

“I Consorzi di difesa – ricorda Pan – sono costituiti da una larga base associativa di aziende che sono già coinvolte nella gestione del rischio attraverso la stipula di polizze assicurative agevolate. Sono quindi i soggetti più idonei per valutare, insieme all’Università di Padova, i parametri di sostenibilità di uno strumento mutualistico che potrà aiutare le imprese a fronteggiare gli esiti delle calamità create dalla diffusione di insetti alieni e altri eventi patogeni”.