IN SPAGNA PIOGGIA DI SANZIONI ALLA GDO, PIÙ DELLA METÀ NEL COMMERCIO DI ORTOFRUTTA

In Spagna, nella prima metà del 2020, 164 sanzioni sono state elevate nei confronti degli operatori della Gdo per quanto riguarda il commercio ortofrutticolo. Il 64% delle quali per inosservanza delle condizioni di pagamento.

Lo rivela AICA, l’Agenzia di informazione e controllo alimentare del governo spagnolo. Nel solo primo semestre 2020, l’agenzia ha effettuato 404 controlli ed elevato 257 sanzioni per un valore di 323mila euro agli operatori delle catene alimentari. Più della metà delle sanzioni, il 64%, è stata comminata nel settore del commercio ortofrutticolo; il 19,5% nel settore ulivicolo; 9,3% per la carne.

Il segretario generale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, Fernando Miranda, nel corso della presentazione dei dati avvenuta il 30 giugno, ha ricordato che “le buone relazioni lungo la catena di distribuzione sono una questione cruciale per il futuro e la sostenibilità del settore agroalimentare”.

Dal 2014 (anno dell’istituzione dell’AICA) ad oggi, sono stati contestati e sanzionati 2.169 reati su 4.329 ispezioni effettuate di cui 1.470 ne settore ortofrutticolo che risulta, peraltro anche quello con il maggior numero di irregolarità accertate (985). Segue quello dei latticini (325), il settore vitivinicolo (261) e l’olivicoltura (201).

Tra le cause delle sanzioni, la più comune è il mancato rispetto delle scadenze di pagamento (47%), seguita dalla mancanza tutti gli estremi nei contratti (31%) e, in alcuni casi, anche l’assenza totale di contratti (19%).

La direttrice dell’AICA, Gema Hernandez, ha sottolineato che, in questo semestre, con l’introduzione nel mese di febbraio del Regio decreto n. 5/2020, l’Agenzia ha introdotto, nel suo lavoro ispettivo, le relative modifiche legislative che, per la prima volta, prendono in considerazione i costi di produzione nella fase di vendita dei prodotti agricoli.

La norma ha anche creato un nuovo modulo di reclamo più intuitivo e facile che può essere compilato dallo stesso sito di AICA.

“Il lavoro dell’Agenzia – ha sottolineato Hernandez – serve ad evitare squilibri tra gli operatori coinvolti nelle relazioni commerciali nella catena alimentare e per combattere le pratiche commerciali abusive”.

Tretatré le denunce presentate all’AICA nel primo semestre 2020. Di queste, in particolare, 14 da parte di organizzazioni o associazioni e 13 da parte dell’industria. La maggior parte delle denunce ha riguardato il settore lattiero-caseario (14) e 11 il settore ortofrutticolo. In questi oltre 6 anni di attività sono state presentate 326 denunce, di cui 127 nel settore lattiero-caseario; 89, in quello della frutta e verdura; 37, nel settore ulivicolo e 40 in quello vitivinicolo.

Dal 2016, AICA è competente anche nel controllo sulle Dop e sulle Igp, in particolare verifica la conformità con i disciplinari dei prodotti della DoP Jabugo, Riso di Calasparra e Cordero Segureo, e il Igp Los Beyos e Carne di Avila.

Mariangela Latella