L’ITALIA SULLA STRADA DEL GREEN DEAL, MA RESTA DA GARANTIRE LA SOSTENIBILITA’ ECONOMICA

Il New Green Deal e le strategie ‘Farm to Fork’ e ‘Biodiversity’ annunciate recentemente dalla Commissione Europea sicuramente avranno un impatto sul nostro settore e anche noi siamo chiamati a fare la nostra parte.
Ad oggi, ancora non esistono atti legislativi, nemmeno in bozza, ma ci sono solo princìpi e raccomandazioni. Quindi è importante sfruttare questo momento come opportunità per mettere a sistema quello che già facciamo, e da anni, in linea con la nuova politica per salvaguardare il nostro pianeta, il nostro futuro.
Anche se la nuova strategia nei princìpi vuole responsabilizzare l’intera filiera fino al consumatore finale, in realtà, se la si analizza con un po’ di attenzione, sembra esserci poco “Fork” e molto “Farm”.
Quindi un’azione importante dovrà essere rivolta anche al consumatore. Il consumatore va informato, deve sapere cosa sta alla base della produzione, cosa fanno ogni giorno gli agricoltori e deve avere tutti gli strumenti per fare scelte consapevoli, dando il giusto valore ai prodotti in linea con la nuova strategia.
Dall’altro lato, di primo acchito, alcuni degli obbiettivi della strategia possono preoccupare molto i produttori, come ad esempio la riduzione del 50% dei fitofarmaci, del 20% dei fertilizzanti e l’aumento fino al 25% delle superfici destinate a biologico entro il 2030. In realtà, i nostri produttori da molti anni utilizzano tecniche di produzione e di difesa, come la produzione integrata, che è già in linea. È importantissimo quindi dimostrare anche alle istituzioni, attraverso dati concreti, che siamo già nel solco corretto del -50% dei fitofarmaci ma ancor più importante è far sì che tutti questi sforzi vengano inseriti in un meccanismo di “premialità virtuosa” nella futura PAC che garantisca il reddito e la stessa sopravvivenza dell’azienda agricola in primis. Ancor oggi non esiste una vera e propria definizione di sostenibilità ed ora più che mai dobbiamo essere bravi a far sì che all’interno dello stesso concetto non vi rientri solo quella ambientale, ma anche la sostenibilità economica che garantisca il reddito agli agricoltori.
Di qui il lavoro di squadra che ci aspetta nei prossimi mesi. Dovremo fare in modo che vengano messi a sistema, all’interno del futuro impianto normativo, i comportamenti virtuosi e le attività che già facciamo da anni con grande competenza, professionalità e responsabilità, cercando di non inserire ulteriori adempimenti quando non strettamente necessari o difficilmente realizzabili. La parte produttiva darà un contributo concreto e indispensabile.
Paolo Bruni 
presidente CSO Italy