AGRUMI, LA SPAGNA RECUPERA BUONA PARTE DEI VOLUMI PERSI L’ANNO SCORSO

Con una produzione di agrumi stimata, per la campagna 20/21, in quasi 7 milioni di tonnellate (precisamente 6,93 milioni), la Spagna recupera in buona parte il suo potenziale produttivo dopo la perdita dei quantitativi registrata nella campagna 2019/2020, appena completata, che si è attestata intorno al 18% in meno con un totale di 6,2 milioni di tonnellate complessivamente prodotte. Il valore più basso dalla campagna 2015/2016.

Lo rivela il Ministero dell’Agricoltura spagnolo in una nota ufficiale di ieri che dà seguito al piano d’azione per il settore, adottato nell’aprile 2019 per rispondere non solo all’andamento produttivo incerto ma soprattutto alle problematiche di commercializzazione dentro l’Unione Europea caratterizzata dall’assenza di condizioni di reciprocità con i Paesi importatori che, in questo frangente, ne risultano avvantaggiati.

L’aumento dei volumi previsti quest’anno, che complessivamente sarà del 12%, lascia ancora un sei per cento di buco rispetto alla perdita dei volumi dell’anno scorso ma complessivamente, fa sapere il Ministero Spagnolo, la tendenza è quella di un aumento e, se si guarda a media degli ultimi anni, la crescita è del 5%.

Le varietà per le quali si prevede una diminuzione dei volumi quest’anno, rispetto alla media degli ultimi anni, sono innanzitutto i pompelmi (-3) e poi le arance (-1%) mentre sono attesi aumenti dei volumi per i piccoli agrumi come le clementine e per i limoni, rispettivamente del 12% e dell’8%.

Sono questi i dati emersi nel corso del tavolo convocato sempre ieri presso la Direzione Generale delle Produzioni e dei Mercati Agricoli del Mnistero, presieduto dalla dirigente Esperanza Orellana.

Tra gli obiettivi focalizzati con l’adozione del Piano d’azione per gli agrumi dello scorso anno c’è quello di far partire la prossima campagna con un potenziale produttivo omogeneo, incrementare la trasparenza e migliorare le informazioni di mercato anche attraverso lo sviluppo di un modello di produzione predittivo. Strumenti preziosi per la fase decisionale politica.

In compenso l’andamento dei consumi, nella campagna 2019/2020, ha dimostrato un grande dinamismo, specie durante la pandemia e il calo delle esportazioni verso i mercati terzi, è stato ampiamente compensato dall’aumento delle vendite nazionali: le famiglie, fino a maggio, hanno consumato il 5,1% in più degli agrumi, con un aumento in valore del 17% che ha ampiamente remunerato i produttori.

Per le arance il prezzo è addirittura raddoppiato, rispetto alla campagna 2018/2019 registrando un +40% rispetto alla media delle ultime cinque campagne. Nel mese di maggio le quotazioni sono praticamente triplicate.

“Significativo – si legge nella nota ministeriale – è stato l’aumento del consumo di limoni che è cresciuto dell’11,2% rispetto al dato cumulativo annuale”.

Le esportazioni spagnole, soprattutto verso i Paesi Terzi, nella prima tranche della campagna (settembre-marzo) sono rimaste leggermente inferiori a quelle precedenti (-3,4%) e a quelle della media degli ultimi anni (-3,7), mentre hanno registrato un aumento in valore del 19% rispetto al passato per l’incremento degli importi unitari.

Nonostante il calo della produzione, la notevole crescita dei consumi nazionali e le difficoltà logistiche derivanti dai requisiti sanitari imposti dalla pandemia, la Spagna ha comunque esportato sul mercato Ue, mezzo milione di tonnellate nel solo mese di marzo, un vero e proprio record per quel mese.

Mariangela Latella