MAERSK, A RISCHIO UN TERZO DEI DIPENDENTI

Il gruppo armatoriale danese Maersk avrebbe in programma di tagliare addirittura un terzo del proprio personale, eliminando ben 27.000 posti di lavoro. Lo ha affermato l’agenzia di stampa Reuters specificando che la riduzione dell’organico avverrebbe in concomitanza con l’integrazione delle attività di trasporto marittimo containerizzato del gruppo con quelle del segmento logistico.

La “Reuters” ha ricordato che nel 2017 il gruppo danese ha ceduto alla compagnia petrolifera Total le sue attività nel settore del petrolio e del gas per concentrare il proprio business appunto sui segmenti del trasporto marittimo e della logistica dei contenitori. Inoltre recentemente il gruppo ha annunciato che la propria società logistica Damco e la propria compagnia di navigazione Safmarine focalizzata sulle rotte con l’Africa saranno prossimamente integrate nella Maersk e che l’attività di back office della filiale Hamburg Süd sarà integrata con quella della Maersk (del 1° settembre 2020).

La “Reuters” ha spiegato che il direttore commerciale della Maersk, Vincent Clerc, in una e-mail interna inviata ai dipendenti del gruppo, avrebbe annunciato la riduzione dell’organico spiegando che – ha precisato l’agenzia di stampa riportando il testo del messaggio che ha reso noto di aver visionato – “la semplificazione dell’organizzazione avrà purtroppo un impatto sui posti di lavoro a causa della duplicazione di ruoli e di funzioni che non saranno più necessarie“.

Inoltre l’agenzia di stampa ha specificato che un portavoce del gruppo armatoriale avrebbe affermato che la ristrutturazione interesserebbe tra 26.000 e 27.000 su un totale di 80.000 dipendenti della Maersk. La “Reuters” ha chiarito che, tuttavia, l’azienda non ha precisato il numero dei licenziamenti e nell’e-mail interna non ha fornito dettagli sul numero dei posti di lavoro che verrebbero cancellati.

(fonte: Informare)