PESCA VERONESE, UNA FILIERA CORTA PER RILANCIARLA

Discutere sulle opportunità per rilanciare la pesca veronese, un prodotto simbolo del territorio scaligero che da anni è in crisi, proponendo un progetto per risollevarla. E’ uno degli obiettivi del convegno “Pesca veronese l’ora del rilancio” che si terrà venerdì 25 settembre alle 20 presso la Fondazione del Mercato Ortofrutticolo di Bussolengo e Pescantina in via Molinara 50 a Bussolengo.
La presentazione dell’evento, intitolato appunto “Pesca veronese l’ora del rilancio”, è avvenuta questa mattina nella Sala Rossa della Provincia di Verona presso i Palazzi Scaligeri. L’incontro è organizzato dalla Fondazione in collaborazione con Coldiretti Verona, Alleanza delle Cooperative, i Comuni di Bussolengo e Pescantina e la società La Grande Bellezza Italiana. Il convegno, attraverso gli interventi di esperti e istituzioni che operano sul territorio, ha l’obiettivo di promuovere una nuova strategia per la pesca veronese.

Alla presentazione sono intervenuti: Gianluca Fugolo presidente della Fondazione, Franca Castellani di Coldiretti, il sindaco di Bussolengo Roberto Brizzi con l’assessore all’Agricoltura Giovanni Amantia e l’assessore alla Promozione del territorio Massimo Girelli, il sindaco di Pescantina Davide Quarella con il consigliere delegato all’Agricoltura Matteo Marconi e il consigliere Andrea Recchia, Antonio Cipriani in rappresentanza della società La Grande Bellezza Italiana.

Il convegno, rivolto agli agricoltori della provincia, vuole accendere i riflettori sulle opportunità offerte dalla coltivazione della pesca, tra i prodotti più conosciuti e apprezzati del veronese. Sarà un momento di riflessione e confronto costruttivo su come dare nuovo slancio alla pesca veronese, che può rappresentare una risorsa strategica per il sistema agroalimentare se supportata da un nuovo approccio con la definizione di una diversa filiera produttiva e commerciale che punta sulla qualità del prodotto e sul consumo locale, sotto la spinta del marchio Principesca.
Gli organizzatori hanno ricordato come da alcuni anni, ben prima del Covid-19, la coltivazione delle pesche risenta di una crisi a livello nazionale con una sensibile riduzione delle superfici dedicate e dei redditi degli agricoltori. Per invertire la tendenza occorre percorrere una strada nuova con una diversa gestione della produzione e della commercializzazione con maggiore consumo locale e meno export.

“Fino a questo momento” spiega il presidente Fugolo “la produzione e la commercializzazione delle pesche si è basata sulla raccolta dei frutti quando questi sono ancora poco maturi, per poi conservarli nelle casette che vengono spedite verso i mercati di tutto il mondo. Si tratta però di una filiera che si è dimostrata poco adatta alla produzione veronese che, a differenza di quella romagnola, si basa su quantità minori e non dispone delle infrastrutture che servono alla catena del freddo, necessaria per gestire i lunghi periodi di conservazione”.

Da qui la necessità di promuovere una nuova strategia, che include la raccolta del prodotto in fase di maturazione più avanzata, la lavorazione immediata e la vendita a supermercati e negozi locali, perché arrivi al consumatore in tempi brevi. “Passare ad un filiera corta” conclude Fugolo “ci permetterà di rispondere alle richieste dei rivenditori locali che oggi non riusciamo a soddisfare perché purtroppo la quantità di pesche che possiamo offrire non è sufficiente. Per farlo è fondamentale fare squadra e concentrarsi sulla promozione del marchio Principesca che da alcuni anni è garanzia di qualità. Per questo invitiamo tutti gli agricoltori della provincia ad aderire al marchio”.
“La coltivazione della pesca può crescere e diventare un’attività remunerativa e in grado di partecipare con forza allo sviluppo dell’economia” ricorda Franca Castellani “la pesca rappresenta una delle nostre eccellenze: bisogna trovare il modo di aumentarne il valore”. Una prospettiva auspicata anche da Antonio Cipriani, rappresentante de La Grande Bellezza che opera su tutto il territorio nazionale, che ha ricordato l’importanza della rete per i produttori.

Il sindaco di Bussolengo Roberto Brizzi ha ricordato come “alla luce della delicata situazione che il Paese sta attraversando a causa della pandemia, è fondamentale che l’agricoltura abbia il supporto delle istituzioni attraverso misure per sostenere il territorio e le sue tipicità”. Anche il sindaco di Pescantina Davide Quarella nel suo intervento ha invitato il mondo politico a “lavorare insieme per valorizzare il comparto agricolo con idee e progetti chiari”.
“I nostri agricoltori hanno fatto i conti con mille difficoltà quest’anno, non ultime quelle legate al maltempo che si è abbattuto sulla nostra provincia ma nonostante tutto la stagione delle pesche Principesca è di ottima qualità” ha evidenziato il vicesindaco di Bussolengo Giovanni Amantia – “dobbiamo lavorare per far crescere il marchio ed espandere le opportunità ad esso legate”. Per Matteo Marconi, delegato all’Agricoltura per il comune di Pescantina “è arrivato il momento di dare nuovo slancio alla produzione, per dare ai coltivatori una prospettiva di crescita e futuro e favorire il ritorno dei giovani a questo settore “.”La pesca veronese oltre ad essere una risorsa è anche uno strumento di promozione del territorio” ricorda l’assessore di Bussolengo Massimo Girelli “tanto che da alcuni anni è protagonista di eventi e manifestazioni molto apprezzate che fanno da volano anche per il turismo”.

Il Mercato Ortofrutticolo vuole dare attraverso questo appuntamento un messaggio forte ai produttori: la Fondazione appartiene agli agricoltori, è la loro casa. Per questo gli organizzatori rinnovano l’invito agli agricoltori di partecipare al convegno per entrare nel merito di alcuni tra gli aspetti principali legati alla castanicoltura da frutto e molti altri aspetti chiave per il rilancio di questa coltivazione sul territorio.

Scarica qui il programma del convegno.