DL RILANCIO, DI PISA: “INCOMPRENSIBILE L’ESCLUSIONE DELL’ORTOFRUTTA”

“Vorrei unirmi alle dichiarazioni già rese da altri rappresentanti del comparto, in merito all’art. 222 del DL Rilancio, relativo all’esonero straordinario dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro, dovuti per il periodo dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020, e dal quale la filiera dell’ortofrutta resta esclusa, così come anche dagli aiuti del “Fondo emergenziale per le filiere in crisi”, con una dotazione di 90 milioni di euro per l’anno 2020″.

E’ questa la premessa di Valentino Di Pisa (nella foto), presidente di Fedagromercati sul tema così dibattuto in questi giorni. “L’ortofrutta viene fortemente, ed ingiustamente, penalizzata, a causa della scarsa attenzione verso il nostro settore da parte del governo, che evidentemente non considera il comparto allo stesso livello di altre categorie, seppur tutte egualmente provate dall’estrema difficoltà del periodo che stiamo vivendo”.
“Allo stesso modo, prevedere una diminuzione del credito d’imposta per le spese sostenute nel 2020 in relazione agli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19, nonché per la sanificazione e l’acquisto di DPI, (art. 120 e 125), non è un intervento adeguato agli sforzi fatti dalle imprese italiane dell’ortofrutta nei mesi del lockdown, come quelle dell’ingrosso ortofrutticolo, che non hanno mai smesso di svolgere le loro attività per non interrompere la filiera della “vita”. E non solo questo. Dobbiamo ricordarci che l’ortofrutta italiana deve fare i conti, oltre che con l’emergenza covid19, anche con altre problematiche rilevanti e complesse, come il cambiamento climatico, contro cui i sacrifici delle singole aziende sono sempre troppo pochi, e l’embargo russo, che blocca gli scambi di un intero segmento con un mercato di grande importanza.
Ritengo quindi che, a fronte di queste considerazioni, sarebbe opportuno ripensare a tali misure ricomprendendo anche l’ortofrutta. Tale scelta da parte del governo sarebbe un segnale di vicinanza ad un settore e a tutte quelle imprese che oggi si sono sentite abbandonate e dimenticate”.