VENTI MILIONI ALLA IV GAMMA DAL DL AGOSTO: I DUBBI DI MONTAGNA (UIF)

Il Senato ha approvato da poco il cosiddetto DL Agosto includendo, fra gli altri, emendamenti dedicati al sostegno (diretto e indiretto) del settore della IV Gamma. Per la prima volta nella storia delle politiche agrarie, la IV Gamma entra in un provvedimento governativo di finanziamento pubblico a sostegno della filiera.
La prescrizione più direttamente rivolta al settore è quella che prevede un fondo di circa 20 milioni di euro per investimenti in promozione e comunicazione. Un elemento che dà seguito a quanto emerso nel dibattito tra i player di settore negli ultimi mesi e relativo al gap comunicativo – che è venuto al pettine come uno dei tanti nodi emersi in questa emergenza Covid – tra produzione e consumo, quindi tra Farm e Fork (per usare un termine coniato a Bruxelles), indicato come una delle cause della debacle delle insalate in busta ai tempi del lockdown.
Tra gli aiuti indiretti, sono previste agevolazioni fiscali ai produttori e l’estensione, anche agli agriturismi, del fondo da 600 milioni istituito dal ministero dell’Agricoltura per la ripresa del canale horeca che rappresenta uno sbocco molto importante per la IV Gamma.
Chiediamo ad Andrea Montagna, presidente della sezione IV gamma di UIF, Unione Italiana Food, nonché amministratore delegato di Bonduelle Italia, di commentare la novella legislativa, in questa intervista concessa in esclusiva a Fresh Cut News.
“Suddividerei la notizia in due aspetti – dichiara Montagna -. Uno, generale, di merito ed uno specifico all’attività approvata. Per quanto riguarda il merito, in questi mesi sia UIF che UNAPROA hanno portato avanti, su tutti i tavoli ministeriali, il tema importante della grave crisi della IV Gamma. L’UIF lo ha fatto presso il MISE e presso il MIPAAF e UNAPROA, tramite Coldiretti, sempre presso il MIPAAF a cui ha rappresentato la grave sofferenza degli agricoltori. Guardando al secondo aspetto, il fatto che il problema sia stato preso in considerazione, mi dà conferma che esista una consapevolezza istituzionale del valore di questa industria e della produzione agricola correlata. In sintesi, non posso che essere compiaciuto della norma approvata. Tuttavia, finché non vedrò un decreto attuativo e quindi le modalità con cui sarà possibile accedere a quei fondi, non posso esprimermi concretamente”.
– Sembra dubbioso al riguardo.
“Ho forti dubbi su questi 20 milioni dati all’agricoltura per la promozione della IV Gamma quando la maggior parte delle aziende agricole è in Organizzazioni di Produttori che già fanno promozione e hanno l’obbligo di presentarla, ogni anno, nei loro piani. Non capisco come questi 20 milioni si interfaccino concretamente con l’attività delle aziende. Mi chiedo anche se siano pienamente utilizzabili o attraverso quali agenzie si debba passare per accedervi”.
– Aveva in mente un tipo di sostegno diverso per il settore?
“Mi sarei aspettato, di fronte al grido di dolore arrivato da un lato dall’industria e, d’altro canto, dalla parte agricola, un aiuto più puntuale, questo senza nulla togliere al grande lavoro di sensibilizzazione politica portato avanti da UNAPROA”.
– Può essere più esplicito?
“Gli agricoltori, quest’anno, hanno perso e hanno perso molto. Sarebbe stato utile anche fare un confronto tra quanto venduto nel 2019 e quanto nel 2020 e compensare la differenza con crediti di imposta, per esempio, dando una risposta immediata che potesse mitigare gli effetti della crisi”.
– Come spiega il trend del settore di IV Gamma negli Usa che, all’opposto dell’Italia, in tempi di Covid è cresciuto del 15%?
“C’è innanzitutto da precisare che negli USA la catena del freddo è molto più efficiente di quella italiana. I 4-6° imposti per la catena del freddo vengono mantenuti fino agli scaffali. Infatti nei loro supermercati fa freddissimo. Questo permette di garantire una shelf-life superiore a quella italiana anche di 10 giorni”.
– Quasi il doppio.
“Infatti. Per questo, come UIF, stiamo lavorando, di concerto con la politica, anche per riformare la legge sulla IV Gamma e abbassare la temperatura della catena del freddo che in Italia, oggi, è di 8°. Oltre al discorso di una maggiore shelf-life di cui beneficia il mercato statunitense, consideri anche che, nel periodo in cui in Italia abbiamo avuto il lockdown e il calo delle vendite, negli Stati Uniti non si è registrato un cambio significativo delle frequenze di acquisto dal momento che lo ‘tsunami dei contagi’ negli USA è arrivato dopo. In ultima istanza pensi anche allo spazio di frigo conservazione che le famiglie hanno in casa con frigoriferi che, mediamente, hanno una capacità di almeno una volta e mezzo quella degli omologhi elettrodomestici italiani”.
– Come stanno andando le vendite adesso?
“Oggi la frequenza di acquisto non è ancora tornata a livelli pre-Covid, per quanto riguarda il mercato delle buste, ma le vendite si stanno allineando all’anno precedente.”
– I big retailer italiani stanno frenando sul reparto di IV Gamma. Coop ha annunciato un taglio del 20% delle referenze di Private Label. Non sembrano buoni segnali.
“Invece ci sta, perché la private label in questo settore è esplosa fino a raggiungere anche il 70% dell’offerta. È sensato iniziare a ragionare su qualche forma di razionalizzazione dell’assortimento. Cosa che non può che creare un più corretto equilibrio tra la MDD e la marca del produttore che, in alcuni punti vendita, è totalmente sbilanciato. Se il consumatore ha bisogno, oggi più di prima, di essere rassicurato, la marca in questo può giocare un ruolo importante”.
– In che modo può essere utile un’attività di promozione per ri-fidelizzare il consumatore?
“Con un’attività di comunicazione prima che vada nel punto vendita, attraverso canali massivi; poi con un’attività nel punto vendita e infine con il riconoscimento del giusto prezzo. Il fatto che il mercato delle insalate in busta che rappresenta l’80% del settore, si stia riprendendo, vuol dire che alcune di queste attività di comunicazione stanno iniziando a ripagare. Sulle ciotole invece non abbiamo ancora ripreso il ritmo. Infine, quello che questo settore oggi non si può proprio permettere è un’ulteriore tassazione”.
– A cosa si riferisce?
“Alla plastic tax. Questa tassa, in questo preciso momento storico, pende sulla nostra testa ancora come una spada di Damocle. In un momento in cui agricoltura, industria e distribuzione sono allineate su un unico obiettivo di ripresa del settore, la plastic tax sulla IV Gamma non c’entra niente”.
Mariangela Latella
(fonte: Freschcutnews.net)