INGROSSO E PRODUZIONE A CONFRONTO: IL FUTURO DEI MERCATI È DIGITALE

Digitale, sostenibilità, internazionalizzazione. Il futuro dei Mercati all’ingrosso passa da qui. Ed è su questi tre temi, a partire dalla digitalizzazione del settore, che si è incentrato il workshop di stamattina organizzato dal CAAR, Centro agroalimentare di Rimini, durante il quale il mondo dei Mercati (Italimercati, Bologna, Verona, Rimini) si è confrontato con quello della produzione, grazie all’intervento di aziende di primo livello come Valfrutta Fresco, Alegra e Melinda con un contributo anche dall’horeca con MARR.

Pallottini: “Serve una saldatura tra Mercati e produzione”

A sintetizzare la situazione in cui vivono i centri agroalimentari italiani, ancora troppo frammentati e numerosi (un centinaio in tutto), c’ha pensato il presidente di Italmercati Fabio Massimo Pallottini che ha suggerito di guardare ai modelli di Francia e Spagna (che arrivano ad un massimo di 25 Mercati ciascuno su tutto il rispettivo territorio nazionale) “mettendo al centro una piattaforma digitale comune, lavorando su sostenibilità e sicurezza alimentare”. Ma Pallottini ha insistito soprattutto sulla necessità che “il sistema Italia debba​ investire di più nelle nostre strutture mercatali che sono state modernizzate in questi vent’anni, ma hanno sempre bisogno di essere aggiornate come la mentalità dei manager e degli imprenditori”.

Sul lavoro di Italmercati a creare una rappresentanza unitaria per far comprendere e veicolare il ruolo nazionale e internazionale dei centri agroalimentari, Pallottini ha sottolineato lo sforzo di far entrare i Mercati nella nuova PAC che “passa però attraverso una saldatura diversa con il mondo della produzione, sia piccola che grande. Perché in questi anni abbiamo avuto la capacità di cambiare “contenitori”, ma ora dobbiamo essere capaci di cambiare i contenuti”.

“Il sistema dei Mercati ha bisogno di risposte – ha ricordato il presidente del centro agroalimentare riminese, Gianni Indino. “Perché questo è un settore che merita più attenzione di quello che ha oggi”.

Le proposte lanciate dal mondo dei Mercati non sono mancate.

Bonfiglioli (CAAB): “I Mercati acquisiscono valore se diventano pattaforme di servizio”

“Le nostre strutture acquisiscono valore se diventano piattaforme di servizio per le aziende – ha evidenziato Alessandro ​ Bonfiglioli, direttore generale del CAAB di Bologna -. L’emergenza Covid ha modificato molti dati e atteggiamenti. Sono aumentate le frequenze di acquisto sia nei Mercati che nei punti vendita al dettaglio. Hanno tenuto i consumi di prodotto fresco e freschissimo. C’è stata una crescita del retail tradizionale di prossimità che ha garantito qualità, fiducia e servizio. E la crescita della vendita on line”, ha sottolineato il manager bolognese che è tornato sulle parole chiave che contraddistinguerà il futuro del settore.

“Di fronte a questi scenari in evoluzione per i Mercati all’ingrosso si aprono diverse opportunità:​ la riscoperta del canale tradizionale che rafforza il core business. La digitalizzazione: perché la presenza capillare sul territorio delle nostre strutture può rappresentare un punto di forza per il canale on line che ha bisogno di logistica di prossimità veloce ed efficiente. La sostenibilità: perché i Mercati sono hub ideali per una city logistic sostenibile. E l’internazionalizzazione sia a livello regionale che nazionale”. E i​ mercati di Bologna, Parma, Rimini e Cesena ​ con il loro progetto di accorpamento​ hanno cominciato a mettere a sistema queste opportunità.

Vannucci (CAAR): “Lavorare per una prospettiva più ampia”

“Dobbiamo lavorare per avere una prospettiva più vasta – ha ricordato Valter Vannucci, direttore generale del CAAR di Rimini -. Negli ultimi 10 anni​ i Mercati hanno perso circa il 10% dei volumi e il Normal trade è arretrato al 38% ​ rispetto alla GDO salita al 62%. Ma i Mercati ​ continuano ad essere un settore dinamico con potenzialità. Dobbiamo salvaguardare quello che abbiamo, creare forme di collaborazione ​ tra operatori ​ ed enti gestori, creare quella prospettiva indicata da ​ Pallottini dove digitale e internazionalizzazione devono essere centrali”.

Merci (Veronamercato): “Intermediazione e piattaforma digitale fondamentali”

La domanda centrale, in fondo, è in quale fase del loro ciclo di vita sono i Mercati. “Bisogna rivitalizzare o gestire un declino?”, si è domandato Paolo Merci, direttore generale di Veronamercato -. Siamo consapevoli che non siamo i soli e non siamo indispensabili. Il futuro passa dalla nostra capacità di interpretare  la funzione di intermediazione. Una piattaforma sempre più digitale e meno fisica ci permetterà di avere spazi infiniti di sviluppo, trasformando i Mercati in Centri di evasione ordini. Oggi il 70% della merce è già prenotato, si può fare business senza toccare la merce, scardinando la logica del Mercato di notte che rende difficile anche il passaggio intergenerazionale nelle aziende”.

La produzione: “Ingrosso fondamentale e strategico ma serve lavorare ancora”

Nel worshop, moderato dal giornalista Cristiano Riciputi, non è mancata la voce del mondo della produzione. Stefano Soli, direttore di Valfrutta Fresco, ha ricordato le varie tipologie di commercio di ortofrutta al dettaglio, dagli specialisti, alle boutique della frutta fino ai category killer con prezzi a 99 centesimi, agli ambulanti. “Per la marca il dettaglio e l’ingrosso rimane strategico, per volumi e come rappresentazione della qualità”. Cosa può fare di più l’ingrosso? “Eliminare il riciclaggio degli imballaggi”, ha osservato Soli. “Abbiamo poi bisogno di dati certi e reali per capire l’evoluzione delle vendite. I Mercati hanno fatto enormi passi in avanti. Ma serve lavorare ancora”.

Enrico Bucchi, vice direttore di Alegra, ha ricordato come serva una visione strategica generale per ottimizzare il lavoro di filiera. “Serve un cambio paradigma di chi acquista e di chi vende”, ha aggiunto parlando del rapporto con la GDO. “Serve costruire partnership efficaci. Dobbiamo imparare ad ascoltare le richieste dei consumatori – ce ne sono di vari tipi – e scegliere verso chi indirizzarci”.

Paolo Gerevini, direttore di Melinda ha sottolineato come l’ingrosso rimanga un comparto cruciale e strategico per l’azienda trentina, ma ribadendo un altro concetto chiave: “serve però un approccio di sistema del mercato ortofrutticolo nazionale”.

La visione dell’HORECA

Antonio Giovanetti, direttore commerciale di MARR, ha rappresentato il comparto dell’HORECA e di tutto il mondo del “fuori casa”, ribandendo come il segmento del fresco (ortofrutta, carne e ittico) rimanga fondamentale. Tra le necessità di cui l’horeca ha bisogno, manco a dirlo, sono sempre i temi emersi durante tutto il workshop: informatizzazione e digital oltre alla tracciabilità. (e.z.)