MELE, RIVOIRA OTTIMISTA SULLA STAGIONE: “LE VARIETÀ A CLUB VOLANO ALTO”

Dopo un inizio incerto, con una partenza della nuova stagione un po’ in sordina, il mondo delle mele guarda con un certo ottimismo al futuro, Covid permettendo. Marco Rivoira, amministratore delegato dell’omonimo gruppo con sede a Verzuolo (Cuneo), intervistato dal Corriere Ortofrutticolo, analizza la situazione. False partenze a parte, la stagione si prospetta comunque positiva, con una qualità generale molto buona. Tuttavia non mancano alcuni nodi da sciogliere.

“Le incognite non sono mancate, causate specialmente dall’incertezza generata dall’emergenza sanitaria. Ma il settore, come sempre, ha saputo reagire e organizzarsi bene”, premette l’imprenditore piemontese, che prevede una buona annata, specialmente per i numeri globali che parlano di volumi di mele in linea con quelli del 2019, tra i più bassi degli ultimi anni.

“Export fermo fino a settembre. Ora in ripresa”

Marco Rivoira (copyright Claudio Masserente)

La partenza, tuttavia, non è stata delle migliori: “Specialmente l’export a settembre è rimasto fermo. Poi Molti Paesi erano ancora saturi di prodotto proveniente dall’Emisfero Sud. Per esempio l’Arabia Saudita è rimasta bloccata fino a fine settembre, quando si solito iniziava ad agosto”.

Da fine settembre – inizio ottobre la situazione è migliorata. “Dal Medio Oriente al Nord Africa, fino all’America Latina e Centrale, il mercato estero si è risvegliato”.

Il punto sulle varietà: volano le mele a club

Spostando l’attenzione sulle varietà desta qualche preoccupazione Gala, che ha conosciuto un record produttivo. “I prezzi si sono stabilizzati anche se leggermente deficitari. Ci giocheremo comunque bene la partita da gennaio in poi, considerando anche la qualità non elevata delle produzioni dell’Est Europa e i volumi non eccessivi della Spagna”.

Molto bene Granny Smith e ottime prospettiva pure per Fuji: “Per quest’ultima varietà – sottolinea Rivoira – gli sbocchi per il prodotto italiano saranno più che buoni e con prezzi appetibili, considerata il consistente calo produttivo francese (-35%)”. Per Red Delicious non ci saranno problemi a servire Paesi affezionati a questa tipologia, come Medio Oriente e India.

Marcia inarrestabile per Ambrosia

Continua con il vento in poppa la marcia inarrestabile delle mele a club. Marchi come Pink Lady, Kanzi e Ambrosia stanno viaggiando a ritmi sostenuti. “Con Ambrosia in particolare le richieste sono altissime. La domanda è ben superiore all’offerta”, confessa Rivoira. “Avessimo più prodotto potremmo vendere almeno il 30% in più”. Lo scorso anno sono state 23mila le tonnellate commercializzate tra il gruppo piemontese e Vip Val Venosta. Quest’anno si arriverà a 25 mila tons. “Ma nei prossimi quattro anni puntiamo a raggiungere le 40 mila tonnellate”, annuncia Rivoira. “Lo spazio su questa varietà è incredibile. Le richieste sono esorbitanti non solo sul mercato interno ma anche all’estero, a partire dalla Germania”. Un successo determinato dalla qualità premium del prodotto ma anche, secondo il manager cuneese, dalla mancanza di altre tipologie di mele simili ad Ambrosia nel segmento “sweet”.

Alte aspettative pure per Crimson Snow, la varietà ultra tardiva (matura dopo Pink Lady, con raccolta tra fine ottobre e novembre) originaria dell’Australia, coltivata in Italia da Rivoira, Sanifrutta, F.lli Clementi, Vog e per il biologico Bio Merano. “Come gruppo italiano quest’anno arriveremo a 18 mila tons. La GDO è molto interessata, con alcune catene che hanno già chiesto di realizzare volantini ad hoc per Natale. Rischia di rubare spazio alla Fuji, che è più difficile da gestire”.

Un altro grattacapo da gestire durante questo periodo così tormentato a causa della pandemia, invece, è il costante aumento di richieste di prodotto confezionato con pellicole da parte soprattutto dei supermercati. “Lo sfuso in era pre Covid rappresentava il 70% dell’offerta. Oggi siamo al di sotto del 50%. In questo modo si rischia di ingolfare le stazioni di confezionamento. Ad ogni modo ci attrezzeremo”.

Rivoira infine rimane entusiasta sui due progetti che vedono il gruppo in prima linea: da una parte il tris “extra sweet” con tre nuove varietà di mele, di origine brasiliana, di categoria premium, subacide con grado brix fino a 16-18 punti. “I primi riscontri ottenuti durante gli open day sono entusiasmanti”, afferma Rivoira. Dall’altra sul progetto della “mela snack”, avviato con Vog e Vip, attraverso la creazione di una società unica. “Inventiamo un nuovo segmento che prima non c’era. Siamo convinti che sarà un successo”. Emanuele Zanini