FATTURATI DELLE IMPRESE, PAESE A DUE VELOCITÀ

Un quarto del valore del settore agroalimentare del Mezzogiorno è rappresentato dall’ortofrutta mentre al Nord il primo è il lattiero caseario. Se si guarda invece ai fatturati delle imprese si scopre che il valore medio al Sud si ferma a 11,9 milioni di euro contro i 20,4 milioni delle aziende dell’area settentrionale del Paese.

A sostenerlo è un Rapporto Ismea. Comunque, si spiega nello studio, a trainare la crescita del settore alimentare italiano nell’ultimo quinquennio sono stati in particolare i comparti della gastronomia e piatti pronti (+32%), dei vini (+29,8%) e degli oli vegetali diversi dall’olio di oliva (+27,5%). Aumenti più modesti, seppur da segnalare sono stati rilevati per ortofrutta (+13,7%), elaborati di carne (+12,3%), olio d’oliva (+11,4%), , cioccolateria (+5%).

In termini di fatturato, il lattiero-caseario è il primo comparto (15,1%), seguito dalla trasformazione ortofrutticola (9,4%), dall’industria delle macellazioni di carni rosse (9,2%), da quella dei vini (8,5%) e da quella degli elaborati di carne (8,4%); i principali comparti nella creazione di valore aggiunto del settore sono il lattiero-caseario (12,7%), l’ortofrutticolo (9,1%), la gastronomia, la cioccolateria, l’industria pastaria, la produzione di vino e l’industria degli elaborati di carne, tutti prossimi all’8%.

L’industria ortofrutticola, la lattiero-casearia e quella del vino rappresentano oltre un terzo del valore degli investimenti lordi materiali,

Nell’analisi per Federalimentare, l’Ismea, analizzando i bilanci di 6.400 imprese, ha valutato anche la capacità di reazione dell’industria alimentare italiana alle prese con l’emergenza da Covid-19.

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