PERÙ, EXPORT DA RECORD PER GLI AGRUMI

Export da record per gli agrumi peruviani nella prima metà del 2020. L’incremento è stato del 43% su base annua a fronte di una crescita del 17% su base annua delle agro-esportazioni “non tradizionali” del Paese nel periodo gennaio-agosto.

Tra gennaio e agosto 2020 le esportazioni di agrumi hanno raggiunto un totale di 258 milioni di dollari, pari a 230.228 tonnellate. Il dato segna un record storico per il Paese latino-americano, che si aggiunge ad altre categorie di eccellenza come i mirtilli (110 milioni di dollari; +41,7%) e gli avocado (101 milioni di dollari; +37,8%).

Riguardo sempre gli agrumi il Perù ha già superato il totale delle spedizioni nel 2019, raggiungendo i 207 milioni di dollari. Secondo ComexPerù i risultati rispondono a una maggiore domanda da parte degli USA, principale destinazione della tipologia.

Il Paese nordamericano nei primi otto mesi del 2020 ha importato agrumi per 126 milioni di dollari (+67,6%). Altre destinazioni degli agrumi peruviani sono state il Regno Unito (34 milioni di dollari; +11,4%), i Paesi Bassi (34 milioni di dollari; +20,5%), il Canada (17 milioni; 18,5%) e la Cina (16 milioni; +42,46%).

Tra gli agrumi più richiesti ci sono i mandarini (227 milioni di dollari; +48%), che rappresentano l’88% delle esportazioni. Seguono tangelos (incrocio tra mandarino e pompelmo; 5%) e limoni (4%).

Comex ha rilevato che i “risultati rispondono al miglioramento dei mesi di aprile e agosto, complementari alla produzione negli Stati Uniti, che va da movembre a maggio”. A partire dalla seconda metà del 2020, i mandarini sono stati esportati per oltre 20 milioni di dollari al mese, con un picco di 76 milioni di dollari a luglio. Pertanto, l’ammontare delle esportazioni è variato positivamente nei mesi di aprile (+68%), maggio (+38%), giugno (+40%), luglio (+44%) e agosto (+57%), rispetto agli stessi mesi dell’anno scorso. “I mandarini hanno raggiunto cifre mai viste prima”.

I consumi in forte aumento. “Puntiamo al Regno Unito”

Per quanto riguarda il motivo alla base dei significativi aumenti dei consumi, l’organizzazione ha detto che rispondono alla maggiore attenzione ai temi legati alla salute e che la stagione americana dei mandarini si è conclusa prima del previsto. ComexPerù ha aggiunto che sarà necessario continuare a mantenere elevati standard qualitativi per posizionarsi sui mercati internazionali. “Gli esportatori peruviani devono essere pronti a soddisfare un eventuale aumento della domanda da parte di mercati come il Regno Unito, che quest’anno ha annunciato l’imposizione di una tariffa del 16% sull’importazione di agrumi dall’Unione Europea a partire dal 1° gennaio 2021; ciò rappresenterebbe un’opportunità per le nostre spedizioni verso tale mercato”.