TURATTI: “ECCO COME CAMBIA IL SETTORE NEGLI STATES CON BIDEN PRESIDENTE”

Come evolve il settore della IV Gamma in Nord America e soprattutto come ci si aspetta evolva alla luce del cambio alla Casa Bianca? Quali novità e sfide poste dal Covid negli US, con oltre 10 milioni di contagiati, quasi un quinto di tutto il Pianeta? Ne parliamo con Alessandro Turatti (nella foto), presidente e amministratore delegato di Turatti North America con base a Salinas, in California.
– Quali sono le tendenze emerse per gli US nel corso del meeting ‘Emerging technologies in post harvest management and value addition in Horticoltural Commodities’ a cui lei ha partecipato?
“La pandemia ha confermato in maniera inequivocabile l’importanza dell’automazione nel settore alimentare, in particolare nell’ambito della lavorazione di frutta e verdura. Se prima della pandemia molto del lavoro lungo le linee di processo era affidato di addetti, la pandemia, che ha causato assenze dai posti di lavoro per contagio, ha messo nero su bianco la necessità di accelerare sulla meccanizzazione”.
– In che modo?
“Gli stabilimenti produttivi danno lavoro centinaia o migliaia di lavoratori rendendo impossibile il distanziamento sociale e aumentando così il rischio di contagio; uno scenario che appare ancora più fosco se si tiene conto del fattore della trasmissione asintomatica. Una spinta più forte verso l’automazione non solo risolverebbe o mitigherebbe questo problema del lavoro, ma fornisce vantaggi di riduzione dei costi su tutta la linea”.
– Come interviene Turatti Group su queste istanze?
“Dalla sua costituzione nel 2015, Turatti North America ha assistito gli operatori della trasformazione alimentare con soluzioni all’avanguardia per aumentare la competitività attraverso una maggiore efficienza, produttività e risparmi sui costi. Il nostro portafoglio di prodotti fornisce soluzioni automatizzate per un’ampia gamma di processi tra cui selezione, carotaggio, taglio, lavaggio, sanificazione, essiccazione e sbiancamento. Questi processi automatizzati possono anche aiutare gli operatori a monitorare i propri indici di performance, offrendo preziose informazioni per identificare le opportunità di miglioramento”.
– Quali sono le novità di Turatti sul fronte macchine?
“Abbiamo ulteriormente migliorato la centrifuga automatica Mod. Vortex, ad oggi la soluzione di riferimento per i principali trasformatori di IV Gamma del mondo. Puntando all’eccellenza, abbiamo ulteriormente implementato il design al fine di permettere l’accessibilità ideale per garantire igiene e manutenzione continui. Il modello offre, inoltre, una maggiore capacità di asciugatura con una manipolazione delicata del prodotto, grazie all’ulteriore sviluppo del cesto. L’attenzione all’efficienza ha inoltre consentito a Turatti di aumentare il risparmio dei consumi con motori ad alta efficienza attraverso un sistema di recupero energetico”.
– Come è stato accolto dalle imprese, il passaggio di staffa alla Casa Bianca e cosa si aspettano dal nuovo presidente Biden?
“Ne abbiamo appena discusso in un comitato ristretto della United Fresh ( https://www.unitedfresh.org/) che è l’associazione di riferimento del settore. La risposte della nuova Amministrazione si concentreranno fortemente sulla sostenibilità ambientale e pertanto sull’efficienza del settore e della filiera. Ci si aspetta una serie di nuove politiche e normative. La Food and Drug Administration (FDA) ha annunciato una proposta di regolamentazione per stabilire ulteriori requisiti per la registrazione della tracciabilità per determinati alimenti. La FDA ha anche pubblicato una bozza di “Food Traceability List”, che descrive gli alimenti che sarebbero soggetti ai requisiti proposti. L’elenco include verdure a foglia verde, frutta e verdura fresca (www.fda.gov/food/food-safety-modernization-act-fsma/fsma-proposed-rule-food-traceability ). Il tutto finirà per essere parte integrante del Food Safety Modernization Act della FDA”.
– E sul fronte del bio?
“Ci si sta muovendo da tempo verso una nuova normativa sul biologico: l’Agricultural Marketing Service (AMS) dell’USDA intende modificare le normative del settore, affermando che l’agenzia deve rafforzare la supervisione e l’applicazione della produzione, manipolazione e vendita di prodotti agricoli biologici. Le modifiche proposte sono fondamentalmente per sostenere l’integrità del settore biologico e rafforzare la fiducia dei consumatori verso questi prodotti”.
– Come evolve la situazione legata al gap di sicurezza alimentare che si è registrato, per il settore di IV Gamma, con le epidemie di E.Coli degli ultimi due anni?
“I problemi di sicurezza alimentare sono una delle principali preoccupazioni ed uno studio del Mars Global Food Safety Center (che ha intervistato persone negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Cina) ha rilevato che il 77% delle persone pensa che la sicurezza alimentare sia uno dei 10 problemi principali a livello mondiale. Quasi trequarti degli intervistati ritiene che il Coronavirus avrà un impatto sulla vitalità della catena di approvvigionamento globale e il 71% ritiene che avrà un impatto sull’accesso al cibo. Questo conferma l’importanza per il governo e le organizzazioni private di continuare a concentrarsi sulla prevenzione e di investire in programmi di diagnosi precoce per gestire meglio la sicurezza alimentare globale”.
– Turatti Group ha allo studio nuove macchine e da quale esigenza nascono?
“Chiaramente non posso fornire dettagli, ma abbiamo sviluppato delle soluzioni assolutamente innovative proprio nel settore della sicurezza alimentare. La sfida per l’umanità resta quella indicata nello slogan di Expo 2015: “Nutrire il pianeta” ovvero soddisfare la domanda di cibo di 8,5 miliardi di esseri umani nel 2030 e di quasi 10 miliardi nel 2050. Già nel 2018 abbiamo sviluppato con la startup padovana Ez Lab le prime linee di processo che usano la tecnologia blockchain per certificare i diversi passaggi di lavorazione di un prodotto, all’insegna di una maggiore sicurezza alimentare. Abbiamo pronte delle tecnologie all’avanguardia per portare sulla tavola dei consumatori cibi più sani e sicuri”.
– Come chiuderà il bilancio di Turatti Group nel 2020?
“Nei 151 anni del nostro gruppo, le varie generazioni della nostra famiglia hanno affrontato prove ben peggiori del Coronavirus con due guerre mondiali (durante la seconda il nostro stabilimento è stato raso al suolo) e la terribile alluvione del Polesine del 1951. A dicembre 2019 Taste of Italy, fondo italiano specializzato nel settore agroalimentare gestito da DeA Capital Alternative Funds Sgr, ha acquisito una partecipazione del 69,3% del nostro gruppo rafforzando la strategia di crescita in Italia e all’estero. Coniugando il supporto di un gruppo leader a livello globale, con la nostra innata vocazione all’innovazione siamo orgogliosi di avere avuto un buon anno con numerose commesse, in particolare nella seconda metà dello stesso. La parte del leone la fa sempre il Nordamerica e abbiamo buone ragioni per ritenere che il 2021 sarà un ottimo anno trainato dal consistente numero di ordini già acquisiti per il primo quadrimestre”.
Mariangela Latella
(fonte: Freshcutnews.it)