BIODIVERSITÀ IN ALTO ADIGE, L’ASSESSORE SCHULER: “ECCO I PROGETTI SUI FRUTTETI”

La necessità di spingere sulla biodiversità nei meleti dell’Alto Adige deriva sia dagli obiettivi europei che dalla richiesta del mercato. Ma non sempre è facile focalizzare la situazione attuale per capire come intervenire.

Questo lo sta facendo il sistema melicolo dell’alto Adige che, da quanto emerso nella prima giornata di lavori del congresso di Interpoma, vede i propri frutteti piuttosto indietro rispetto alle altre filiere del territorio come ad esempio, quelle legate ai pascoli di alta montagna o alle attività nelle malghe che, da sole, rappresentano il 54% della superficie (contro il 9% dei meleti). Secondo quando rivelato da Arnold Schuler (nella foto), assessore all’agricoltura della Provincia Autonoma di Bolzano, la biodiversità nei frutteti è inferiore di quasi la metà rispetto alle malghe e la forbice si allarga se il paragone viene fatto con i pascoli di alta montagna.

C’è da lavorare e il Congresso di Interpoma di quest’anno è tutto incentrato sul tema della sostenibilità e su quali azioni sono necessaria per innalzare l’asticella degli standard ambientali.

Ne parliamo con lo stesso Arnold Schuler per individuare i progetti messi già in piedi dalla Provincia Autonoma di Bolzano per migliorare la biodiversità dei frutteti e raggiungere, entro il 2030, l’obiettivo annunciato ieri, di creare i frutteti con la maggiore biodiversità d’Europa (leggi news).

“Tramite Eurac Research in collaborazione con il Museo di scienze naturali e altri enti – ci spiega Schuler –, effettuiamo un monitoraggio costante della situazione del territorio e siamo in grado di misurare gli impatti dei diversi metodi di coltivazione applicati. In base a questo, abbiamo sviluppato dei progetti che serviranno ad individuare la strada da seguire”.

Può entrare più nel dettaglio?

“Il primo progetto è proprio quello del campionamento dell’ecosistema terrestre e acquatico. Abbiamo preso in considerazione 320 siti e una parte di questi sono frutteti. L’obiettivo è di ottenere il quadro di diverse tipologie ambientali”.

Quali sono le risultanze emerse nei frutteti?

“Su 100 mq di meleto sono state trovate 23 piante vascolari, che incidono sulla biodiversità, 4 specie di farfalle e 10 specie di uccelli. Per capirci, nei pascoli di alta montagna, che hanno una biodiversità maggiore, la presenza di piante vascolari è più che doppia e pari a 52, 20 specie di farfalle e 14 specie di uccelli”.

Come sarà raggiunto l’obiettivo prefissato di fare dei frutteti dell’Alto Adige i primi in Europa per Biodiversità?

“Abbiamo un progetto, che è parte della politica agricola della provincia nel decennio 2020-2030, che si basa sulla creazione di corridoi verdi che stiamo realizzando in collaborazione con le cooperative agricole e con Eurac Research, a cui abbiamo chiesto di elaborare un concetto per costruire concretamente questi corridoi verdi. Alcuni test si stanno facendo in Val Venosta e, se i risultati saranno positivi, quel modello potrà essere applicato a tutto il territorio dell’Alto Adige. L’obiettivo finale, poi, è quello di mettere in rete questi corridoi verdi”.

Quali altri progetti in esecuzione?

“Per aumentare la biodiversità nei campi abbiamo avviato il progetto Schneevinkel che sottopone a monitoraggio 8 siti. Il concetto è quello di misurare l’efficacia delle misure adottate, quali, ad esempio, le strisce seminate che rappresentano lo spazio vitale e la fonte di nutrimento dell’ecosistema intero. Stiamo selezionando quali sono le misure più efficaci per poi applicarle a tutti i frutteti di modo da aumentarne la biodiversità anche con questa azione. Poi c’è un terzo progetto”.

Quale?

“Si basa su uno studio di qualche anno fa che punta sull’uso di concime organico per aumentare la fertilità dei suoli. Molto si può fare anche sull’assorbimento del carbonio dove i frutteti possono avere un ruolo da protagonista”.

Mariangela Latella