SPREAFICO, RAGGIUNTO L’ACCORDO CON LE DITTE APPALTATRICI

“Dopo un intenso lavoro di mediazione di Spreafico”, è stato sottoscritto nei giorni scorsi in Prefettura un accordo con le società appaltatrici ed i loro lavoratori, rappresentati dai sindacati Si Cobas e Cgil Filcams.

Fin da subito, come sottolinea in una nota la stessa impresa di Dolzago (Lecco), “l’azienda si è impegnata affinché si potesse trovare una soluzione per risolvere la vertenza tra le parti, le quali si sono infine impegnate a porre fine all’attuale clima di conflittualità e a discutere tutte le questioni aperte al tavolo presso la Prefettura di Lecco. Obiettivo principale dell’accordo è garantire un ambiente di lavoro sereno e rispettoso della dignità di tutte le persone che operano all’interno dell’azienda.

Spreafico, leader nel settore ortofrutta, si è da sempre dichiarata parte danneggiata dal ripetersi di questi avvenimenti; la società ha costantemente garantito la tutela dei suoi dipendenti, dei suoi collaboratori e delle società logistiche in appalto, nel pieno rispetto della trasparenza e della legalità.

L’azienda continuerà a lavorare affinché l’accordo venga rispettato per garantire a tutti i dipendenti e collaboratori un ambiente di lavoro sicuro, nonché per tornare rapidamente alla quotidianità e confermarsi come partner affidabile della filiera ortofrutticola.

La Direzione Spreafico coglie l’occasione per ringraziare l’appoggio di tutti i colleghi che hanno sostenuto il gruppo e garantito la continuità delle attività in questo delicato momento”.

Dal mese di agosto, come sottolinea in un articolo Il Giorno, un gruppo di lavoratori iscritti al sindacato autonomo ha iniziato con una serie di proteste per far rientrare al lavoro 89 dipendenti delle società che hanno in appalto il reparto di lavorazione della frutta.

L’accordo stipulato in prefettura prevede la riammissione, con cadenza fissa settimanale, e indipendentemente dall’andamento dei volumi produttivi, degli 89 lavoratori attualmente collocati in cassa integrazione guadagni, con l’anticipazione dell’ammortizzatore sociale, ma anche l’integrazione della cassa integrazione lavoro fino al raggiungimento del 90% della retribuzione mensile ordinaria per la mensilità di dicembre.