AL VIA LA STAGIONE DELL’ARANCIA ROSSA DI SICILIA IGP: OTTIMA QUALITÀ, CALIBRI PIÙ PICCOLI

La raccolta dell’Arancia Rossa di Sicilia Igp inizierà domani, 19 dicembre. Subito prima di Natale si parte con la varietà Moro. Dal 2 gennaio toccherà al Tarocco e infine al Sanguinello, nella seconda metà febbraio.

“Quella di quest’anno sarà una campagna indubbiamente condizionata dai cambiamenti climatici in atto – afferma il presidente del Consorzio Arancia Rossa Igp Giovanni Selvaggi.

Giovanni Selvaggi

Il consorzio Arancia Rossa di Sicilia, che Selvaggi guiderà per il prossimo triennio, conta 45 mila ettari coltivati ad arancia rossa. I soci sono 450, di cui 70 sono confezionatori, e vanta 52 prodotti autorizzati all’uso del marchio Igp.

Le province coinvolte nel consorzio sono tre: Catania, Siracusa e in parte anche Enna. La stagione 2020 si è chiusa in crescita di 26 mila tonnellate di Arancia Rossa Igp commercializzata rispetto alle 19 mila tonnellate del 2019 e alle 17.200 tonnellate del 2018.

“Nei progetti dei nostri produttori c’è l’ampliamento degli agrumeti e son già in tanti ad aver piantato nuovi aranci, ma ci vogliono almeno 5 anni perché un agrumeto diventi produttivo – spiega il presidente Selvaggi – un lasso di tempo importante che, alla fine del processo di ampliamento, dovrebbe far raddoppiare la superficie di agrumeti certificati del consorzio entro il 2025”.

“Da due anni, inoltre, stiamo lavorando per il rinnovo del disciplinare del Consorzio – racconta Selvaggi – uno strumento essenziale per regolamentare al meglio il prodotto e la sua commercializzazione. L’iter burocratico è lungo e complicato e sebbene il lavoro sia in fase avanzata non potrà esserci un nuovo disciplinare in tempi brevissimi. Tra le novità più significative del nuovo disciplinare – dice Selvaggi – l’inserimento dei portainnesti tolleranti al Citrus Tristeza virus (una malattia che distrugge gli agrumi), e dei nuovi cloni di arancia tarocco ( tarocco Tdv, tarocco Ippolito, tarocco rosso Vcr, Lempso, Meli Sant’Alfio e altri cloni). L’inserimento dei nuovi cloni ci permetterebbe di allungare la nostra stagione fino a tarda primavera e questo vorrebbe dire più possibilità di commercializzare l’arancia rossa nei mercati nazionali e internazionali”.

“Negli ultimi tre anni abbiamo fatto un gran lavoro. L’obiettivo immediato è quello di consolidare quanto fin qui fatto. La tristeza ha devastato gran parte degli agrumeti e molti produttori sono stati costretti a riconvertire tanti impianti – dice Selvaggi – contiamo non solo a far raddoppiare la nostra superficie certificata ma anche avere sempre un numero più alto di soci. Cerchiamo però solo persone che credono nel nostro progetto”.

“Le produzioni Dop e Igp sono una risorsa per la Sicilia ed i numeri lo dimostrano. Alla Regione Siciliana chiediamo da tempo un catasto agrumicolo – aggiunge – ma nessuno ci ha mai ascoltati. In Sicilia ci sono circa 50 mila ettari di agrumeti di arancia rossa. Questo deve far riflettere. Noi, con quel bollino Igp che mettiamo sulle nostre arance diamo un valore aggiunto, una garanzia di qualità. Ma anche la politica deve fare il suo, investendo insieme a noi sulla promozione. Perché il nostro è e vuole rimanere un settore importante per l’economia dell’Isola”.