IL RILANCIO DEL CAAT. TORINO PROGETTA IL MERCATO DIGITALE

Al Centro Agro Alimentare Torino (CAAT) sono state rimesse la cose a posto. A luglio la società di gestione ha rinnovato il consiglio di amministrazione. Presidente: Marco Lazzarino, indicato dal Comune di Torino; consiglieri: Ornella Cravero, indicata da Coldiretti/Camera di Commercio; Carmelo Bruno, indicato da Regione Piemonte; Roberta Baima Poma, indicata da Confesercenti; Stefano Cavaglià, indicato da APGO (l’Associazione dei grossisti piemontesi, di cui è presidente) e Ascom-Confcommercio. E ora è tempo di bilanci e di ripartenza.

Il consiglio di amministrazione del CAAT con al centro il presidente Marco Lazzarino

Con il presidente Lazzarino, giunto al secondo mandato triennale, e Cavaglià, affrontiamo i temi sul tappeto.
“Abbiamo raggiunto due risultati importanti a conclusione del mio primo triennio di presidenza – riferisce Lazzarino – e da qui adesso stiamo ripartendo. Il primo è stato il risanamento del bilancio della società di gestione; siamo tornati all’equilibrio recuperando perdite per una decina di milioni di euro, accumulate negli anni, nel contempo rinnovando tutta una serie di appalti in prorogatio da lungo tempo. Il secondo risultato, non meno importante, è che abbiamo ripristinato come società di gestione rapporti positivi, di collaborazione con i grossisti, partendo da una situazione di conflitto. E’ stata una conquista graduale, dovuta all’impegno di entrambe le parti, che ha portato a raggiungere un’unità di intenti sulle cose da fare”.
“Il pareggio di bilancio – precisa il presidente – è stato raggiunto senza intaccare i servizi, che anzi sono stati migliorati pur riducendo i costi. Ciò è stato possibile grazie ad un meticoloso lavoro di revisione di tutti i rapporti economici in essere, portato avanti in particolare dal direttore generale Gianluca Cornelio Meglio, un lavoro che richiede ancora continuità a garanzia di una gestione efficiente”.
Conferma il presidente di APGO, Stefano Cavaglià: “Abbiamo superato i momenti difficili. C’è voluto del tempo a trovare una soluzione al contenzioso avendo dovuto attendere i lunghi tempi della giustizia, ma alla fine ci siamo riusciti giungendo a posizioni ragionevoli di entrambe le parti con l’importante risultato per i grossisti di aver visto riconosciuti i propri dirtti ma soprattutto aver ritrovato l’armonia con il CAAT”.
E, a questo punto, quali sono gli obiettivi?
“Innanzitutto, ci apprestiamo a chiudere il 2020 con il miglior risultato nella storia della società di gestione. Questo – risponde il presidente Lazzarino – ci permette di investire nella struttura fisica del Mercato e anche di programmare investimenti importanti nel digitale”.
“Certo – gli fa eco Stefano Cavaglià – è il momento di una nuova progettualità fondata sulla collaborazione tra società di gestione e associazione grossisti. Noi ci siamo per dare il nostro contributo nel triennio appena cominciato”.
Ma cerchiamo di capire quello che sembra essere il progetto più innovativo: la digitalizzazione del Mercato.
“Siamo molto motivati a realizzare il CAAT 4.0 – risponde il presidente Lazzarino – uno strumento digitale che nelle nostre intenzioni andrà a integrare progressivamente il Mercato fisico. Per questo ci siamo confrontati con operatori specializzati, abbiamo stanziato un finanziamento significativo e incaricato un’azienda di mettere a punto uno studio di fattibilità. Prossimamente bandiremo una gara per individuare il fornitore. E’ un servizio che la società di gestione intende offrire agli operatori, un’opportunità che vogliamo dare a tutti i nostri grossisti con costi a carico del Mercato. Ritengo che questa piattaforma informatica possa avvicinare al CAAT clienti che normalmente non lo frequentano, compratori esteri, settori come l’horeca quando i tempi lo permetteranno. Sono convinto sia l’avvio di un processo che prenderà del tempo per funzionare a pieno regime anche perché coinvolgerà nel complesso tutti i servizi accessori alla vendita: la logistica, lo stoccaggio, la consegna”.
Ma i grossisti coglieranno l’opportunità?
“Il progetto – risponde il presidente di APGO Stefano Cavaglià – ha basi già definite ed è stato presentato ai grossisti; è un modello aperto, che potrà evolvere e rispondere alle esigenze reali dei grossisti che potranno cambiare e crescere nel tempo. Ritengo che il processo di digitalizzazione possa essere importante per un buon numero di grossisti”.
Il tema di CAAT 4.0 non è così lontano dall’evoluzione della vecchia questione degli orari di mercato, che per la verità riguarda la maggior parte dei Centri Agroalimentari italiani. “A Torino – afferma Cavaglià – lo spazio per fare un ragionamento c’è. In teoria il tema di un servizio esteso al giorno è fondamentale per lo sviluppo del nostro settore, per una gestione aggiornata delle nostre aziende, per rispondere alle esigenze dei più giovani tra noi e al cambio generazionale; in pratica dobbiamo fare i conti con la realtà del lavoro dei nostri 85 operatori grossisti e dei loro clienti. Ambulanti e mercati rionali pongono difficoltà. Serve un progetto da condividere anche con i decisori politici. Ma teniamo conto del momento del tutto atipico, che ha complicato il lavoro. Dobbiamo aspettare che la situazione sia più chiara”.
Lazzarino è prudente ma, sul piano generale e in prospettiva, ritiene necessaria la svolta negli orari: “Non sarà mai l’ente gestore a imporre degli orari. Tuttavia – afferma – questo è un tema imprescindibile per il futuro, un tema soprattutto culturale, di cambio di mentalità rispetto al quale le maggiori resistenze di trovano nei mercati rionali. Anche questo è un processo che richiede un accompagnamento, una preparazione ma inevitabile non solo a Torino ma in tutti i Mercati”.
Gli orari di mercato coinvolgono i rapporti con le piattaforme della GDO e soprattutto con quella piccola e media distribuzione moderna che può trovare nel dialogo con i grossisti nuove opportunità. E il discorso è reciproco.
E’ tempo di Covid, di ristrettezze per molti e di festività cristiane; è opportuno allora ricordare anche quello che si sta facendo al CAAT in termini di solidarietà alimentare. Alla storica attività di sostegno al Banco Alimentare, dentro il Mercato di Torino, si sono infatti aggiunte, nel corso di questo 2020 segnato dalla pandemia, importanti donazioni da parte dei grossisti a ospedali e mense; non solo, il Mercato ospita una trentina di volontari, collegati con parrocchie ma anche con moschee, che si sono proprio insediati all’interno del Mercato in accordo con i grossisti e ogni mattina raccolgono prodotti destinati a comunità di bisognosi. I grossisti hanno gareggiato in solidarietà dando concretezza al motto “CAAT ha un grande cuore”.
Antonio Felice
Nella foto di apertura, da sinistra Marco Lazzarino e Stefano Cavaglià