“INNOVATORI RESPONSABILI”, MENZIONE SPECIALE PER LE PATATE A RESIDUO ZERO DI ROMAGNOLI

“Dalla ricerca sul campo, una nuova linea di patate ‘resilienti’ che si adatta ai cambiamenti climatici e resiste alle malattie senza residui chimici. Per una agricoltura sempre più rispettosa del suolo e dell’ambiente”.
È con questa motivazione che la Regione Emilia-Romagna ha conferito la menzione speciale al progetto “Patate Residuo Zero” di Romagnoli F.lli Spa, nell’ambito della sesta edizione del Premio Innovatori Responsabili, iniziativa con cui sono valorizzati i progetti che contribuiscono all’attuazione dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.
“Questa menzione ci rende orgogliosi poiché riconosce e premia l’obiettivo del progetto ‘Patate Residuo Zero’, cioè la promozione di un modello agricolo responsabile, che coniuga sostenibilità economica, ambientale e sociale – commenta Giulio Romagnoli, amministratore delegato Romagnoli F.lli Spa. Una ulteriore conferma che la direzione intrapresa con le nostre attività di ricerca e innovazione è quella giusta, in linea con gli obiettivi di sostenibilità fissati dall’Agenda 2030 nei confronti dei quali tutti i soggetti – pubblici e privati – sono chiamati ad agire”.
Grazie a un percorso di ricerca portato avanti con la guida scientifica del Dipartimento per l’innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali (Dibaf) dell’Università della Tuscia e insieme a Legambiente, l’azienda ha ottenuto una nuova generazione di varietà di patate resistente alla Peronospora, principale malattia fungina che colpisce la coltura. In continuità con tali risultati, è stata redatta una linea tecnica di difesa colturale Residuo Zero, che ha permesso di ottenere un prodotto finale privo di residui di fitofarmaci e coltivato con pratiche agricole codificate e ripetibili in tutti gli areali italiani: un’opportunità per l’intero settore pataticolo nazionale in ottica di sostenibilità, tutela del suolo e riduzione dell’impatto ambientale.
Il progetto “Patate Residuo Zero” contribuisce al raggiungimento di due degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu: goal 2 “Sconfiggere la fame” (Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile) e goal 12 “Consumo e produzione responsabile”.