MIRTILLI ARGENTINI, BOOM DELLE SPEDIZIONI VIA NAVE

La campagna export dei mirtilli argentini ha avuto una crescita significativa delle spedizioni via nave. La riduzione dell’offerta di voli, e quindi l’aumento delle tariffe aeree imposte dalla pandemia, ha costretto le compagnie ad approfondire la logistica marittima. Delle 11.000 tonnellate esportate, circa 6.050 sono state spedite in questo modo.

Storicamente, il settore inviava il 90% della sua frutta per via aerea, ma negli ultimi anni produttori e aziende hanno iniziato a cambiare la matrice delle esportazioni a causa dei costi elevati. Mentre spedire la frutta in aereo costa circa 2,50 dallari al chilo, per nave quella cifra è di 0,50 centesimi al chilo. Tuttavia fino a questa stagione non era stato possibile superare il tetto del 30% via mare. Quest’anno il settore ha aumentato le spedizioni via nave, ma lo ha fatto a costo di ridurre leggermente il volume totale esportato da 12.800 a 11.000 tonnellate. Il mirtillo, essendo un frutto altamente deperibile e molto delicato nel suo trattamento, deve essere raccolto in condizioni climatiche ottimali affinché possa sopportare le distanze del trasporto marittimo. A differenza della spedizione aerea, dove la frutta viene esportata e arriva il giorno successivo, via nave possono impiegare dai 20 ai 28 giorni (solo transito) per raggiungere il mercato di destinazione.

Nel 2020 l’Argentina ha raccolto circa 18.000 tonnellate di frutta, di cui 11.000 esportate fresche, 3.500 congelate (industria) e 3.000 sul mercato interno. I principali mercati di destinazione sono stati Stati Uniti e Canada (65% in totale), Unione Europea e Regno Unito (30%) e diversi Paesi asiatici (5%). La domanda è stata buona, ma i prezzi sono diminuiti a causa della pressione del volume aggiuntivo dal Perù, che è passato da 105.000 a 140.000 tonnellate nella finestra argentina da agosto a dicembre. Il settore, inoltre, continua a scommettere su un aumento dell’offerta di mirtilli biologici.

(fonte: Ice)