VENDITE AL DETTAGLIO IN AFFANNO, MA L’ALIMENTARE CRESCE

A novembre le vendite al dettaglio sono in diminuzione, su base congiunturale, del 6,9% in valore e del 7,4% in volume. Ma in realtà l’alimentare tiene, anzi aumenta. Lo annuncia l’Istat.

Su base tendenziale, il calo e’ dell’8,1% in valore e dell’8,4% in volume. A determinare il segno negativo sono le vendite dei beni non alimentari, in deciso calo (-15,1% in valore e in volume), mentre le vendite dei beni alimentari sono in aumento (+2,2% in valore e +0,7% in volume). “A novembre 2020 – commenta l’Istituto – si osserva una diminuzione delle vendite al dettaglio sia rispetto al mese precedente sia su base annua. Il calo e’ determinato dal comparto dei beni non alimentari, settore fortemente colpito dall’applicazione delle nuove misure di chiusura legate all’emergenza sanitaria; la diminuzione in questo comparto ha investito sia la grande distribuzione (-25,7%) sia, in misura inferiore, le imprese operanti su piccole superifici (-16,9%). Tra le diverse forme distributive si confermano in forte crescita gli acquisti attraverso il commercio elettronico”.

Per l’alimentare +2,2% su novembre 2019, +3,3% da inizio 2020

In netta controtendenza rispetto all’andamento generale, sottolinea Coldiretti, crescono le vendite al dettagli nell’alimentare che fanno segnare un aumento del 2,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati Istat relativi al commercio al dettaglio nel mese di novembre 2021 che fa segnare per l’alimentare un aumento dell’1% anche rispetto ad ottobre. Nei primi undici mesi del 2021 le vendite dei prodotti alimentari fanno registrare complessivamente – sottolinea la Coldiretti – un balzo del 3,3% che evidenzia la tenuta del settore rispetto alla debacle generale. Va tuttavia sottolineato che – continua la Coldiretti – a novembre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno volano soprattutto gli acquisti nei discount alimentari che registrano un aumento del 10,7% a fronte dell’aumento del 3,2% nelle piccole botteghe alimentari e del +2,5% per l’alimentare della grande distribuzione. Una situazione che – precisa la Coldiretti – evidenzia la situazione di difficoltà in cui si trovano le famiglie italiane che per risparmiare orientano le proprie spese su canali a basso prezzo e su beni essenziali come cibi e bevande, nel tempo del Covid. A sostenere le vendite alimentari al dettaglio è in realtà – conclude la Coldiretti – il crollo dei consumi fuori casa in bar, ristoranti e mense per la preoccupazione del contagio, lo smart working e le chiusure forzate che hanno favorito l’acquisto di alimenti da consumare tra le mura domestiche.