FRAGOLE, CAMPAGNA ALLE PORTE A MATERA. NICODEMO: “SIAMO OTTIMISTI MA RIMANE L’INCOGNITA CONSUMI”

Tra meno di un mese entreremo nel vivo della campagna fragole in provincia di Matera. Francesco Nicodemo (nella foto), titolare della Nicofruit di Scanzano Jonico ci offre, in esclusiva, una fotografia di questi giorni.

“Abbiamo avuto un clima favorevole almeno fino al 15 gennaio: gli impianti coltivati a fragola sembrerebbero in anticipo rispetto agli scorsi anni benché si dovrà fare i conti con le basse temperature in arrivo per via del gelo che si sta abbattendo sull’Europa. Candonga continua ad essere la punta di diamante, rappresentando circa l’80% della produzione e la fa da padrona nel Metapontino. I primi fiori delle varietà più precoci hanno già fatto la loro comparsa. Fra 15-20 giorni, se le temperature non si abbasseranno troppo, avremo già i primi frutti pronti per la raccolta. Si tratta di Rossetta (nome commerciale della varietà NSG 120, brevettata da Nova Siri Genetics), Melissa, Fortuna, Marisol a cui quest’anno si aggiunge la varietà Inspire distrubuita in Italia dal vivaio El Pinar di Segovia. Nel nostro areale, in provincia di Matera, la coltivazione della fragola ha ormai raggiunto elevati standard qualitativi grazie alla pluriennale esperienza dei nostri Artigiani del gusto che sono stati in grado di integrare le caratteristiche naturali di un territorio altamente vocato per la produzione della fragola con le conoscenze e l’utilizzo di mezzi tecnici volti all’abbattimento degli input energetici nel massimo rispetto dell’ambiente. Con grande sensibilità al tema sostenibilità vengono usati già da un paio di anni teli di protezione riciclabili al 100% aventi lo scopo di assicurare un microclima ideale per la fragola garantendo allo stesso tempo la protezione dagli eventi atmosferici e favorendo l’impollinazione naturale con l’apporto prezioso di bombi e api. L’obiettivo a medio termine è ridurre sempre di più l’uso di agro-farmaci, facendo sempre più affidamento sull’uso esponenziale di insetti utili che vengono aggiunti a quelli che madre natura ha già messo a nostra disposizione.

Ovviamente i nostri partner commerciali guardano sempre con maggiore interesse alla shelf life e al gusto della fragola, ma anche alla sua sostenibilità declinata nelle sue espressioni principali: ambientale, sociale, etica ed economica.

Quanto e in che modo si sta facendo in via sperimentale per garantire la produzione di fragole nei mesi invernali, a partire dal periodo pre-natalizio?

La fragolicoltura in Basilicata è impegnata già da alcuni anni nel prolungare il calendario di produzione classico che va da marzo a fine maggio.

Sono tante le aziende che attraverso la selezione e l’integrazione di nuove cultivar con gusto persistente e buona shelf life post raccolta, sono riuscite ad affinare tecniche colturali sostenibili che consentono di iniziare i primi di novembre e finire a giugno. Questo rappresenta in termini percentuali il 10-15% della produzione in provincia di Matera.

Mercati e consumi: l’emergenza sanitaria continua ad essere una variabile degna di nota.

La commercializzazione sarà rivolta principalmente al consumatore italiano sia attraverso la fornitura ai mercati generali che alla distribuzione organizzata. In contemporanea alla Basilicata ci sono le produzioni della Campania a cui seguiranno il nord con Veneto e Emilia Romagna. Da fine marzo sarà sicuramente la volta dell’export per le nazioni limitrofe con la Germania, capofila. I consumi saranno la vera incognita della campagna commerciale 2021. Lo scorso anno abbiamo dovuto fronteggiare, del tutto impreparati, un’emergenza sanitaria unica nel suo genere. Noi produttori di fragole ci siamo ritrovati già dall’inizio di marzo nel bel mezzo della pandemia dovendo fronteggiare e fare i conti con un quadro normativo che si evolveva ogni settimana e la scarsa reperibilità di manodopera col rischio quotidiano di dover sospendere la raccolta a causa dei contagi e focolai pandemici. Subito dopo il lockdown, finito il 18 maggio, abbiamo avuto la possibilità di recuperare quote di mercato che ci hanno consentito di limitare i danni. Quest’anno gli scenari sono cambiati ma forse sono ancora più complessi specie da un punto di vista sociale. Molti hanno perso il lavoro, il reddito pro-capite è cambiato e con esso anche la disponibilità economica del consumatore finale. Vedremo, siamo fiduciosi anche se ci muoviamo nell’incertezza.

E Il packaging: siamo al passo con l’Europa?

Rispettare l’ambiente con packaging sostenibili non va visto come un problema. E’ piuttosto un’opportunità che non ci dobbiamo fare sfuggire. Non sarà facile ma è una sfida che dobbiamo raccogliere col giusto entusiasmo. Una fragola ecofriendly trasmette le emozioni strettamente connesse ad un consumo dolce e sostenibile.

Maria Ida Settembrino