DEL CURTO, ZAMPAGNA (ORIGINE GROUP): “L’ACQUISIZIONE RAFFORZA IL NOSTRO SOCIO”

“Accogliamo con favore l’acquisizione di Del Curto da parte di una società di gestione patrimoniale nordamericana. È un periodo, questo, in cui i fondi di investimento, specie quelli specializzati sul settore primario, sono sempre più interessati al mondo agricolo, questo non può che far piacere perché vuol dire che abbiamo ottime imprese visto che gli investitori le considerano appetibili”.

Così Alessandro Zampagna (nella foto), direttore generale di Origine Group, socia del gruppo Del Curto, commenta la notizia dell’acquisizione di controllo dell’azienda cilena da parte del fondo di investimento Hancock Natural Resource Group (HNRG), società del Gruppo multinazionale canadese MIM, Manulife Investment Management,

“La notizia è a maggior ragione positiva anche perché – spiega Zampagna – tra i progetti dell’operazione di acquisizione, c’è anche quello di rafforzare il business dell’azienda cilena. Se i nostri soci si rafforzano, per noi è una cosa positiva”.

Prevede delle interferenze sulle strategie internazionali di Origine Group posto che Del Curto siede nel vostro Cda ed è, peraltro, un partner strategico?

“Credo e spero di no. E poi il fondo ha assicurato, nelle comunicazioni che abbiamo avuto dai contatti diretti con i nostri colleghi d’Oltreoceano, che continuerà a valorizzare l’operato del management attuale. No, non ci aspettiamo cambiamenti. Ne discuteremo ufficialmente in una riunione programmata per la settimana prossima”.

Cambiamo argomento. Il Gruppo Opera ha perso il suo pezzo da novanta, Luca Granata, che è andato in pensione. Come commenta il futuro di questo gruppo che è il vostro principale competitor italiano sul mercato delle pere?

“Mi guardo bene dal giudicare cosa succederà con il nuovo management che peraltro non è ancora stato indicato”.

Crede che siano maturi i tempi per un eventuale progetto di fusione tra i due gruppi, Opera e Origine Group?

“Noi abbiamo dato ultimamente la nostra disponibilità a collaborare sul progetto della Pera Igp dell’Emilia-Romagna, sul quale abbiamo già iniziato a lavorare. Riguardo al progetto di fusione tra i due gruppi, per il momento, è fuori dal mio radar. Poi, mai dire mai, tutto può succedere”.

Parliamo di campagna pere. Come sta andando?

“Sta andando abbastanza bene con prezzi relativamente soddisfacenti. I volumi per l’Abate sono circa 700mila quintali e sono quasi in linea con la media di volumi degli ultimi anni, anche grazie all’acquisizione, da parte di alcune nostre aziende, di nuovi produttori. Grazie a questa situazione, siamo sopra la media nazionale della perdita di volumi del settore pericolo che il Cso Italy ha quantificato nel -14% rispetto alla media del periodo 2015-2018”.

Possiamo dire che state recuperando volumi?

“Penso che i volumi di una volta non si recupereranno più”.

Dice che i prezzi sono soddisfacenti. Nel senso che sono in grado di compensare le perdite degli ultimi due anni?

“Questo lo vedremo a fine campagna”.

Come sta andando la lotta alla cimice asiatica?

“Quest’anno il problema è certamente inferiore all’anno precedente ma penso più per questioni climatiche”.

L’introduzione dell’insetto antagonista, la cosiddetta vespa Samurai, sta funzionando?

“Ci vuole tempo per vedere se funziona”.

L’associazione italiana delle donne dell’Ortofrutta ha criticato, in una lettera aperta, la scelta del giornalista Massimo Giletti che, nella sua trasmissione ‘Non è l’arena’ su La7, ha inoculato il vaccino anti-Covid su un kiwi per verificarne gli effetti. Cosa ne pensa?

“Penso che hanno fatto bene. Oltre al fatto che il kiwi non può essere paragonato, biologicamente, ad un corpo umano, il rischio è che qualche italiano poco informato possa associare il consumo del kiwi al contagio da Covid. È non poi una riflessione priva di basi fattuali. Le ricordo che la Cina ha sospeso per una settimana l’importazione di ciliegie cilene, proprio durante il Capodanno cinese che è il periodo i cui si vendono maggiormente, perché qualcuno ha diffuso in rete un’informazione, peraltro non verificata, che avevano trovato tracce di virus nei cartoni contenenti le ciliegie. Per fortuna lo stop a causa di questa fake news è durato solo una settimana, ma si immagini i gravissimi danni commerciali che ha causato all’export cileno. Chi lavora nei media deve stare attento a fare dei collegamenti inappropriati tanto più se c’è il rischio che possano creare un danno gratuito alle industrie”.

Mariangela Latella