FRAGOLE, DI BARBARO (MATERA): “MERCATI REATTIVI MA SERVE LAVORARE SUI PACKAGING SOSTENIBILI”

Con l’arrivo della primavera si entra nel vivo della campagna fragole 2021 che quest’anno sembra essere di alta qualità, viste anche le condizioni climatiche estremamente favorevoli.

“Di conseguenza il mercato si adatta alla produzione, e si sa, man mano che il prodotto aumenta il prezzo scende, attestandosi negli ultimi giorni mediamente sui 4 euro per Candonga e Rossetta, sui 3 euro invece per le altre varietà, che stanno cercando di affermarsi sui mercati che, comunque, reagiscono bene all’offerta. La nostra azienda produce solo Candonga, cercando di confermare le ormai conosciute e rinomate qualità”.

Agostino Di Barbaro

A parlare è Agostino Di Barbaro (nella foto), giovane produttore dell’area sud lucana, titolare dell’omonima azienda che si trova in contrada San Teodoro a Marconia in provincia di Matera ed ha una estensione totale di 5 ettari. “Sono socio dell’O.P. Agorà e mi muovo alla volta dei mercati di Milano, Pescara e Molfetta in provincia di Bari. E’ noto ormai come il nostro areale offra condizioni pedoclimatiche ottimali alla coltivazione della fragola, ponendo le basi per una sempre più crescente espansione per questa produzione coltivata da lungo tempo ormai. Quest’anno infatti abbiamo sfiorato i 1000 ettari. Dato che certifica la leadership in Italia. È ovvio che questi fattori suscitino interesse, attirando nuovi investimenti, da parte anche di aziende che vorrebbero creare una nuova ed importante via di commercio. La crescita delle superfici coltivate è data anche dall’introduzione di altre cultivar, come ad esempio Red Sara, Gioelita, Miranbella e Rossetta, quest’ultima verso l’affermazione della sua qualità, le quali sono ottime sia qualitativamente che anche molto produttive, in quanto si adattano perfettamente al nostro clima, ed aprono ancora di più il ventaglio di offerta varietale”.
Piccole o grandi che siano, sulle aziende italiane, ormai impattano le best practices di derivazione europea. E il tema packaging si impone, forse, con maggiore rigore tra tutte nel ventaglio delle regole da rispettare.
“Stiamo lavorando molto per adattarci agli standard europei per quanto riguarda il packaging. Stiamo usando cestini in cartone da 250 g e padelline nel formato 30×40. Non credo che l’Italia sia al passo con gli standard europei, ma ci sono segnali che portano verso un sensibile cambiamento, anche se devo dire che i costi per la realizzazione sono ancora abbastanza elevati e vanno ad incidere negativamente sulla media finale”, ha concluso Di Barbaro.
Maria Ida Settembrino