IV GAMMA SOTTO ATTACCO, LA REPLICA DI MONTAGNA (UIF): “ERRORI E LUOGHI COMUNI”

Notizie poco corrette sulle insalate in busta sono state diffuse dal portale di Libero lo scorso 8 marzo. Notizie per le quali non si è fatta attendere la replica di UIF IV Gamma.
“Si tratta di un articolo – ci fa sapere Andrea Montagna, che abbiamo raggiunto al telefono – pieno di luoghi comuni ed errori, peraltro pubblicato su GreenMequalche giorno prima e ripreso non solo da Libero ma anche dal Messaggero. A queste testate, UIF IV Gamma ha inviato una precisa replica che è stata puntualmente pubblicata”.
Riportiamo qui di seguito, virgolettato, un ampio stralcio della replica di Gruppo IV Gamma di Unione Italiana Food.
“Il Gruppo IV Gamma di Unione Italiana Food, che rappresenta le imprese che operano nel settore della IV Gamma, ha rilevato alcune inesattezze su quanto riportato in merito agli ortaggi lavati e tagliati pronti all’uso. Per garantire ai lettori una corretta informazione ecco qui di seguito i 4 punti evidenziati”:
1. “La qualità e la sicurezza dal punto di vista igienico degli ortofrutticoli di IV Gamma vengono preservate attraverso lavaggio e asciugatura accurati. Il lavaggio, per il quale la normativa nazionale prevede almeno due vasche a ricambio continuo di acqua, avviene con acqua potabile e attraverso sistemi tecnologici avanzati che – a differenza del lavaggio domestico – garantiscono un prodotto sicuro e conforme alla legge. È per questo motivo che il Ministero della Salute consente di commercializzare il prodotto come “lavato e pronto al consumo”. Mettere in dubbio l’igiene con frasi come  ‘…risciacquate prima del consumo e mangiate subito’, come scritto nell’articolo, equivale a mettere in dubbio una disciplina normativa e il lavoro delle Istituzioni che hanno operato per predisporla. Si precisa anche che la sicurezza dei prodotti di IV Gamma è garantita dai numerosi controlli che vengono effettuati lungo tutta la filiera produttiva e che i tempi che intercorrono tra la raccolta, la lavorazione e la vendita sono molto brevi affinché venga garantita la freschezza del prodotto”.
2. “Il costo dei prodotti di IV Gamma non può essere equiparato a quello degli ortofrutticoli di prima gamma. Si tratta di prodotti diversi, in quanto la IV Gamma rientra fra i prodotti immediatamente pronti per il consumo. Il suo costo, dunque, è giustificato dall’alto valore di servizio, dai processi tecnologici alla base della loro preparazione e dagli accurati sistemi di verifica dei parametri igienico-sanitari e di conservazione. Inoltre, si tratta di un costo netto, poiché non ci sono scarti. Il prodotto di IV Gamma, essendo già mondato, lavato e porzionato è a ‘scarto zero’, in quanto il contenuto della confezione è disponibile per il consumo nella sua interezza, senza scarto. Gli scarti di produzione, inoltre, vengono riutilizzati al 100%, prevalentemente per l’alimentazione animale, in un’ottica perfettamente circolare, senza quindi essere buttati come avviene invece nel caso della pulizia domestica dei prodotti di prima gamma”.
3. “Dal punto di vista nutrizionale gli ortaggi di IV Gamma sono assolutamente equiparabili a quelli di prima gamma. Durante la lavorazione all’interno dello stabilimento, le materie prime che danno vita a prodotti di IV Gamma non subiscono alcun trattamento, ma sono sottoposte a processi tecnologici di minima entità per garantirne la sicurezza igienica e la valorizzazione. Il freddo è l’unico elemento utilizzato per preservare la freschezza e qualità dei prodotti”.
4. “Le aziende associate al Gruppo IV Gamma di Unione Italiana Food si impegnano verso una sempre maggiore sostenibilità dei processi produttivi, puntando da un lato all’attenzione all’eliminazione dello spreco, e dall’altro alla riduzione dei consumi idrici e energetici. Dal punto di vista dei consumi le aziende investono continuamente in innovazione tecnologica volta ad efficientare i processi produttivi riducendo continuamente il fabbisogno di acqua ed energia. In ogni caso il processo aziendale è notevolmente più efficiente di quello domestico; ad esempio, il procedimento di lavaggio industriale consuma circa il 90% di acqua in meno rispetto a quello domestico, a parità di prodotto”.
Mariangela Latella