IL MINISTRO PATUANELLI: CONTRATTI DI FILIERA VOLANO DI SVILUPPO DEL SETTORE

Transizione ecologica, economia circolare, competitività, contrasto ai cambiamenti climatici e al dissesto idrogeologico sono stati temi al centro, insieme all’illustrazione dei finanziamenti connessi, dell’intervento del ministro Stefano Patuanelli (nella foto)durante la presentazione alle Camere delle linee guida del ministero dell’Agricoltura.
“Il settore agricolo – ha sottolineato il ministro – è chiamato ad offrire un contributo determinante al processo di transizione verde dell’intera economia e può contare per questo su circa 50 miliardi di euro nei prossimi sette anni, tra fondi della Politica agricola comune post 2020 e relativo co-finanziamento nazionale, e risorse a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il Piano stanzia oltre 3 miliardi di euro a favore di progetti riguardanti il settore agricolo e agroalimentare e la gestione delle risorse irrigue. La linea d’azione ‘agricoltura sostenibile’ ha una dotazione di 2,5 miliardi di euro e si articola nei tre grandi progetti relativi a: contratti di filiera, parchi agri-solari e logistica“.
“Il PNRR e le nuove strategie dell’Unione Europea legate al Green Deal quali la strategia From Farm to Fork – ha precisato Patuanelli – sono due occasioni imperdibili per rilanciare il settore, ma solo se affronteremo la transizione ecologica come un’opportunità di filiera in grado di coniugare sostenibilità e competitività del modello agricolo nazionale”.
“A tal fine – ha aggiunto – è indispensabile il sostegno allo sviluppo dell’agricoltura di precisione, posto che le nuove tecnologie digitali consentono alle aziende di aumentare la resa e la qualità delle produzioni utilizzando meno input quali energia, acqua e fitosanitari. Il beneficio dell’adozione di specifiche innovazioni nelle diverse tecniche colturali è prezioso per mitigare l’impatto che le stesse hanno sulle matrici ambientali; in questo senso il processo di innovazione tecnologica è di straordinaria rilevanza per le aziende agricole”.
Una sottolineatura importante ha riguardato i contratti di filiera: “La proposta progettuale relativa al rafforzamento dei contratti di filiera e di distretto per i settori agroalimentari, florovivaistico, forestale e della pesca e acquacoltura contribuisce a gran parte degli obiettivi generali. Si tratta di uno dei principali strumenti di sostegno alle politiche agroindustriali stipulati con i soggetti della filiera agroalimentare al fine di realizzare programmi d’investimento integrati a carattere inter-professionale e aventi rilevanza nazionale; partendo dalla produzione agricola, i contratti si sviluppano nei diversi segmenti della filiera agroalimentare, intesa come insieme delle fasi di produzione, trasformazione, commercializzazione e distribuzione dei prodotti agricoli e agroalimentari. Potenziare questo strumento significa certamente contribuire alla competitività dei settori nell’ottica della sostenibilità ambientale ed economica”.
“Per ogni euro pubblico investito – ha rilevato il ministro – si attivano investimenti privati per almeno il doppio, con l’effetto leva di poter attivare fino a 6 miliardi di euro di investimenti; i contratti di filiera pluriennali possono garantire la stabilità dei prezzi, favorire una più equa distribuzione del valore e migliorare i rapporti tra la parte produttiva agricola e il resto della filiera. In questo quadro si inserisce anche il Piano per la logistica e l’innovazione per i settori agroalimentare, florovivaistico, della pesca e dell’acquacoltura, con investimenti che puntano a rendere più moderna e green la logistica, attraverso interventi energetici, il miglioramento dell’approvvigionamento delle materie prime, l’innovazione e la semplificazione del trasporto e della movimentazione delle stesse”.