BONIFICHE FERRARESI ENTRA NEL COMPARTO FRAGOLE. PARTNERSHIP CON SALVI VIVAI

Bonifiche Ferraresi entra nel settore della produzione di fragole che ha iniziato a coltivare in uno degli impianti sardi acquisiti circa tre anni fa da Bonifiche Sarde.

La settimana scorsa è partito il test commerciale con l’entrata in produzione del primo mezzo ettaro coltivato nella zona di Marrubiu in provincia di Oristano ma l’obiettivo del progetto, se il mercato darà i risultati attesi, è quello di arrivare già a due ettari coltivati e di certificarne l’intera filiera con blockchain nell’arco di un anno.

Claudio Pennucci

“Abbiamo iniziato a raccogliere da una settimana e mezzo fa – ci spiega Claudio Pennucci, direttore industriale di BF –. La varietà è Nabila, nata da un programma di miglioramento varietale del Civ, che è proprietario della varietà, e riprodotta in piantine da Salvi Vivai, su apposita licenza di riproduzione. L’ingresso sul mercato sta andando bene perché, in questa prima fase di stagione, sul mercato ci sono poche fragole a causa dei recenti bruschi cali delle temperature che hanno impattato negativamente sui volumi. Noi stiamo ottenendo quotazioni al produttore che oscillano tra i 3,50 e i 4 euro al chilo mentre a scaffale non arriva a meno di sei euro al chilo”.

In questo primo test commerciale la fragola Nabila di BF viene venduta in Sardegna anche perché si parla di piccoli quantitativi, ma già dall’anno prossimo arriverà nei canali distributivi italiani ed europei grazie all’espansione programmata delle superfici e all’alta resa produttiva di questa varietà che produce tra i 500 e i 600 grammi per pianta.

Silvia Salvi

“Stiamo iniziando a ragionare – spiega Silvia Salvi, socio amministratore della Salvi Vivai – sulla possibilità di creare un Club di prodotto e in questo caso limitare la commercializzazione della Nabila, che attualmente è libera. Ma si tratta di un discorso ancora in forma embrionale spinto dal fatto che crediamo molto in questa varietà. Ha una forma piuttosto grande, un colore rosso acceso omogeneo per tutta l’estensione della superficie e un grado Brix che oscilla tra i 9,6 e gli 11,6”.

La fase successiva sarà la creazione di una filiera tracciata con blockchain che sarà realizzata con la tecnologia di IBF Servizi, società del gruppo BF e specializzata in questo settore.

“Sempre negli impianti Sardi – precisa Pennucci – stiamo testando a livello parcellare, ossia in un piccolissimo appezzamento, la possibilità di coltivare spinacino di IV gamma sia in serra che a campo aperto. Non avremo i risultati dei primi test agronomici prima di due anni”.

Mariangela Latella