PRIMI RISULTATI DELLA TECNOLOGIA AD OZONO OXIR: “RISCONTRI MOLTO PROMETTENTI”

Un’agricoltura etica e sostenibile, a tutela dell’ambiente, del consumatore finale e degli operatori, grazie all’ozonoterapia e al conseguente ridotto utilizzo di fitofarmaci e altre dannose sostanze chimiche.

È lo scenario a cui mira la tecnologia Oxir, soluzione innovativa che utilizza ozono (O3) disciolto in acqua, il più potente ossidante che esista in natura ad azione non selettiva per il controllo delle malattie e a vantaggio della salute delle piante, così come a salvaguardia degli ambienti. I risultati dei primi test, condotti dai professionisti di Agri 2000 Net Srl su colture di diversa tipologia, confermano le potenzialità e la portata globale della tecnologia, frutto della partnership tra Met e G.R. Gamberini. Oxir è il frutto della collaborazione tra le due aziende bolognesi, la prima specializzata nella progettazione di generatori a ozono con applicazione in diversi settori industriali, la seconda leader nella realizzazione di macchine a servizio dell’agricoltura, come impolveratori, atomizzatori e gruppi di diserbo.
Oxir si presenta in due configurazioni adattabili alle esigenze degli utenti (fissa e mobile) e consentirà agli agricoltori europei di risparmiare diverse migliaia di euro all’anno, a seconda della tipologia di coltura trattata, grazie alla riduzione delle sostanze chimiche e della manodopera. Sulla base di queste potenzialità e premesse, il valore innovativo della tecnologia Oxir è stato riconosciuto anche dalla Comunità Europea che ha deciso di finanziarla nell’ambito del prestigioso e ambito programma di ricerca e innovazione Horizon 2020.

Come opera l’ozono

Le principali catene distributive chiedono di ridurre gli agrofarmaci e pesticidi, per la salute delle persone e dell’ambiente. La tecnologia Oxir si prefigge di mettere in acqua ciò che è nell’aria, quindi un approccio estremamente naturale. L’ozono è un ossidante, agisce come un raggio laser che ustiona il patogeno target, colpendo solo questo, senza danneggiare la pianta, protetta dalle sue cere naturali. Si ha quindi un effetto di sanificazione, senza alcuna ripercussione per la coltura, anzi aiutandola a contrastare i parassiti, riducendo il carico fungino, così come il carico microbico, oltre a ridurre la carica batterica. Una sanificazione mediante ozonoterapia che mira infatti a batteri, funghi e altre tipologie di patogeni presenti e che spesso proliferano a causa di un’agricoltura intensiva che per via delle abbondanti e frequenti concimazioni e irrigazioni ne favorisce proprio la presenza e la concentrazione. Il meccanismo di azione dell’ ozono disciolto in acqua, trattandosi di un gas, si esplica tramite una immediata penetrazione attraverso la membrana del patogeno e una completa alterazione dell’equilibrio dell’ambiente citoplasmatico. Alterati meccanismi di comunicazione interne al patogeno si traducono in una conseguente inattivazione. Il tutto senza lasciare alcun tipo di residuo, a differenza dei prodotti chimici.

 

Le prestazioni di Oxir su baby leaf, basilico e ortaggi a foglia

Il grande stress di produzione a cui sono sottoposte queste piante determina il contesto ideale per la proliferazione di malattie, favorita dall’abbondante apporto di concime e di acqua. In questo ambito l’ozonoterapia si pone come soluzione per sanificare l’ambiente e abbassare il potenziale di inoculo dei patogeni consentendo alle piante di crescere in maniera sana e vigorosa. Le strategie sperimentate (controllo di botrite su lattughino, di peronospora su basilico e di Scelorotinia sp. su lattuga) hanno dato riscontri largamente positivi. In tutti i casi l’efficacia dell’ozono risulta potenziata quando associato ad altri prodotti (standard Serenade ASO e standard Airone Liquido), fermo restando che anche l’utilizzo singolo consente un buon controllo della malattia. Come vettore in grado di trasportare l’ozono, l’olio di girasole si conferma una valida alternativa all’acqua: essendo un olio extravergine emulsionato, quindi addizionato di una sostanza, permette di ricoprire tutta la superficie o della foglia o del frutto, quasi a 360°. L’olio infatti riesce ad allargarsi da solo facendo qualche curva e quindi raggiungendo punti dove l’acqua irrorata in maniera diretta faticherebbe ad arrivare. Avendo inoltre molte catene di acido grasso al suo interno, inserendo l’ozono in olio di girasole si ottengono perossidi che trattengono l’ozono per più tempo rispetto all’acqua, prolungando pertanto l’azione a contatto con il parassita. Aspetto fondamentale quando ci si trova di fronte a un’alta presenza della malattia che acuisce la necessità di una persistenza dell’ozono per rendere il trattamento più abbattente.

 

Le prestazioni di Oxir su cucurbitacee e pomodoro

L’ozonoterapia realizzata con Oxir si rivela efficace anche per la tutela della salute delle cucurbitacee e delle piante coltivate a terra. Nemico dichiarato in questo caso è l’oidio che non attacca il frutto, bensì l’apparato fogliare da cui dipende il nutrimento di tutta pianta. La macchina utilizzata è munita sia di ugelli che di un sistema di ventilazione che muove le foglie aprendo la chioma quando è fitta. Tale sistema di funzionamento consente all’ozono di raggiungere le parti più nascoste dove si annidano i patogeni e i parassiti delle piante coltivate. Analogo discorso e principio vale anche per la difesa delle coltivazioni di pomodoro dalla peronospora che colpisce anche il frutto. Con la tecnologia Oxir l’ozono viene portato anche nelle parti più disparate della pianta, usufruendo dell’acqua e della ventilazione, arrivando dove si annidano i patogeni e i parassiti, garantendo ottime prestazioni sul pomodoro.

 

Le prestazioni di Oxir sulla vite
L’uva è una delle colture più importanti del mondo, ma allo stesso tempo una delle più fragili e di difficile gestione. Agenti patogeni come la botrite e la peronospora sono minacce costanti potenzialmente in grado di pregiudicare la qualità e la resa della coltivazione e del prodotto finale. Per contrastare questa problematica la viticoltura ha fatto per lungo tempo ricorso a prodotti fitosanitari di sintesi che però si sono rivelati fallimentari a causa dei rischi ambientali e sanitari a essi connessi. In tale contesto si inserisce la portata rivoluzionaria della tecnologia Oxir, un’arma efficace per dare agli agricoltori una valida alternativa all’utilizzo di fitofarmaci e prodotti similari come il rame, soluzione limitata e da sempre vincolata a strette norme di utilizzo. Le sperimentazioni di Oxir si sono rivolte esclusivamente a colture Made in Italy con l’obiettivo di porre le basi per la salvaguardia di un patrimonio di valore mondiale. Il mondo della coltivazione della vite in Italia e non solo guarda con sempre maggiore interesse l’aspetto bio. Cresce infatti la domanda di un prodotto con sempre minore presenza di agrofarmaci. I grandi brand vanno in questa direzione, cercando soluzioni alternative per una coltura che soffre di moltissimi patogeni. Oxir punta quindi a fornire una valida alternativa con l’ozono agli operatori del settore agricolo e vitivinicolo, anche grazie alle sperimentazioni in corso sulla distribuzione, puntando a un unico passaggio in entrambi i lati dei filari, per ridurre la presenza di acqua nel terreno, così da non alterare l’umidità di uno specifico ambiente che influisce sulle proprietà organolettiche del prodotto finale.

Le prestazioni di Oxir su piccoli frutti
Anche nei piccoli frutti l’applicazione dell’ozonoterapia si dimostra di una certa efficacia nella protezione delle piante coltivate. Considerando che questa tipologia di prodotto si consuma tal quale o in marmellate, è determinante il controllo delle malattie delle piante e del risultato delle coltivazioni di piccoli frutti. Talvolta però compare una malattia come la botrite che si nutre degli zuccheri, molto presenti nonostante i piccoli frutti possano sembrare bruschi o acidi. La tecnologia Oxir permette quindi di contrastare la botrite, salvaguardando piante e frutti. E’ bene tener presente che l’ozono non è un insetticida e non uccide gli insetti, ma batteri e funghi. Sugli insetti può disorientare, ma non preclude l’impollinazione e la fertilità, dimostrandosi quindi una soluzione a tutela della biodiversità e degli ecosistemi.