SANTO BELLINA, IL PIONIERE DELLA IV GAMMA NELLA PIANA DEL SELE PUNTA SUL BIO E AL CONTRATTO DI FILIERA

Lui è il pioniere della IV Gamma perché ha iniziato a fare insalate in busta nel 1988, una sorta di era giurassica del fresh-cut, se si considera che l’arrivo di Bonduelle, primo big del settore, in Italia, risale al 2001 ossia oltre dieci anni dopo.
A distanza di oltre trent’anni, Santo Bellina, fondatore di OP La Maggiolina, conosciuto nel settore come ‘il re degli sfalciati’, non si smentisce nella sua funzione di precursore e, dopo la creazione degli impianti nella Piana del Sele, dove ha dato origine ad un polo produttivo di 120 ettari di serre di rucola bio e IGP che è il primo in Europa, adesso punta al contratto di filiera.

“Entro l’autunno – ci annuncia Bellina – pensiamo di chiudere un contratto di filiera che vedrà coinvolte diverse aziende di IV Gamma nostre socie sparse sulle tre regioni in cui operiamo ed impegnate sia sul fronte della produzione che della trasformazione. L’OP capofila sarà La Maggiolina ma saranno coinvolte anche L’Insalata dell’Orto e le aziende agricole della famiglia Busana, le aziende di Martinengo in provincia di Bergamo e la Società Agricola Mâche Farm di Cortenuova, sempre in provincia di Bergamo dove sarà costruito un magazzino di trasformazione da 4mila mq. L’investimento programmato è di 15 milioni di euro. L’obiettivo, quello di fare aggregazione e puntare anche ad avere sovvenzioni pubbliche attraverso la formula dei contratti di filiera”.

Il fatturato di OP La Maggiolina, durante la pandemia, ha viaggiato in netta controtendenza rispetto all’andamento di tutto il settore, chiudendo il 2020 con una crescita del 20%, pari a 35 milioni di euro contro i 29 milioni dell’anno precedente.
“Questo accade anche perché nel settore bio di IV Gamma in cui operiamo – precisa Santo Bellina – praticamente non abbiamo competitor. Sono due o tre le aziende produttrici in Italia. Ed è un settore che sta crescendo vertiginosamente dal momento che, anche a seguito del riassestamento post-covid, tutte le insegne italiane stanno riposizionando il proprio assortimento di IV Gamma in questa direzione. Alcuni clienti in Scandinavia e, in genere, in Nord Europa, stanno addirittura eliminando dall’assortimento le referenze convenzionali. Adesso c’è solo il mio prodotto. Che poi non è un vero e proprio fresh-cut perché è da lavare. Diciamo più che è una prima gamma evoluta”.
La missione di OP La Maggiolina è quello di creare valore aggiunto per i propri produttori e soci. Uno dei modi per farlo, anche questo caratterizzato da spirito pionieristico, è stato quello di credere per primi nel progetto di IGP della Piana del Sele portato avanti da Vito Busillo, oggi presidente del relativo Consorzio di tutela nato da poco.
“Quello che ci chiedono i clienti è sia la qualità che la quantità – sottolinea Bellina -. Occorre avere prodotto 365 giorni l’anno per forniture di qualità e continue. Per poterlo fare, servono molti appezzamenti di terra di modo da distribuire il rischio agricolo in maniera omogenea fino a quasi ridurlo. Ad esempio, se c’è un problema su un dato terreno può essere ovviato con la produzione di un altro appezzamento”.
Dalla prima macchina imbustatrice, installata nel 1988, ad oggi, ne è passata di acqua sotto i ponti e i terreni, per Santo Bellina, che gli amici chiamano ‘Tino’ non mancano visto che tra tutti i soci sparsi nelle tre regioni d’Italia in cui opera, è già arrivato a 220 ettari di serre che, per il 90%, sono coltivati in biologico.
Mariangela Latella