PATUANELLI CONTRO METÀ EUROPA NELLA BATTAGLIA PER FAR PASSARE L’ETICHETTA A NUTRIFORM BATTERY

Il ministro Stefano Patuanelli nelle linee programmatiche alla Commissione Agricoltura del Senato ha ripetuto un no deciso all’etichetta Nutri-Score, sostenendo la superiorità della proposta italiana del, cosiddetto, “schema a batteria”, che dovrebbe restare volontario e non applicabile ai prodotti a indicazione geografica.

Certamente Patuanelli non poteva avere una posizione diversa, essendo stato il primo firmatario del decreto interministeriale che istituiva, appunto, lo “schema a batteria”. Inoltre l’avversione al Nutri-score era la posizione sostenuta fortemente dai suoi predecessori, Bellanova e Centinaio, e anche da tutte le nostre organizzazioni professionali agricole e industriali.
Se il Reg. n. 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, costituisce il quadro giuridico a sostegno dell’etichettatura sia con il Nutri-Score che con il “sistema a batteria”, non bisogna dimenticare che in “From farm to fork” la Commissione si è impegnata a proporre “…un’etichettatura nutrizionale sulla parte anteriore dell’imballaggio obbligatoria e armonizzata…”.

Nutri-Score e Nutriform Battery
Come è noto, la famosa etichetta francese a semaforo, il Nutri-Score, che classifica gli alimenti secondo una scala nutrizionale segnalata da cinque colori e altrettante lettere sovrapposte, viene accusata di essere contro la dieta mediterranea e i prodotti “made in Italy”, in particolare, quelli a denominazione geografica. Lo “schema a batteria”, chiamato anche Nutriform Battery, proposto dal nostro Governo sarebbe, invece, meno discriminatorio e più razionale perché guiderebbe il consumatore a fare la sua scelta in base alla dose ideale da assumere quotidianamente di energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale apportati dalle singole porzioni, la cui percentuale è riportata nel simbolo in etichetta al prodotto.
Essendo stato approvato il decreto interministeriale del Nutriform Battery il 19 novembre 2029 e pubblicato il “Manuale d’uso del marchio nutrizionale: Nutriform Battery” il 19 gennaio 2021 ovviamente non si può ancora valutare quale sarà l’accoglienza da parte dell’industria alimentare e, soprattutto, dei consumatori, tuttavia bisogna riconoscere che tutte le organizzazioni professionali agricole e industriali hanno espresso la loro soddisfazione per l’approvazione del decreto e per la rigida posizione in sede comunitaria contro il Nutri-Score da parte dei nostri ministri dell’agricoltura.
A tre anni dall’approvazione del Nutri-Score, la Santé Publique France ha potuto fare un primo bilancio. Secondo i dati dell’Osservatorio qualità dell’alimentazione (Oqali), dell’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, ambientale e del lavoro (Anses) e dell’Istituto nazionale di ricerca per l’agricoltura, l’alimentazione e l’ambiente (Inrae), i marchi che utilizzano il logo nutrizionale rappresentano ormai il 50% del volume delle vendite e l’89% dei prodotti con etichetta Nutri-Score venduti dalla GDO. La quarantina di aziende aderenti nel maggio 2018 sono diventate ora più di 500 . Sulla base di un sondaggio, la notorietà di questa etichetta è passata dal 58% nel 2018 al 93% nel 2020. Il 18% degli intervistati ha dichiarato di utilizzare il Nutri-Score per valutare la qualità nutrizionale dei prodotti (contro l’1% ad aprile del 2018) e circa il 93% considera il logo utile per conoscere la qualità nutrizionale (+4 punti rispetto al 2019). In conclusione, il 94% dei francesi sono favorevoli alla sua presenza sui prodotti. Pressoché la stessa percentuale (89%) pensa che l’etichettatura con il Nutri-Score dovrebbe diventare obbligatoria. Circa il 70% degli industriali e delle aziende della distribuzione intervistati, che hanno applicato volontariamente il logo, ritengono che contribuisca a migliorare l’immagine del prodotto e dell’azienda che lo applica. Questo spiega perché l’etichetta Nutri-Score ha più successo nelle marche del distributore (MDD) che in quelle nazionali.
A settembre del 2020, il 57% degli intervistati che conoscono il logo Nutri-Score hanno affermato che ha concorso a modificare le loro abitudini d’acquisto, spingendoli a cambiare la marca dello stesso prodotto (39%); scegliere un prodotto con uno score migliore nello stesso reparto (36%), limitare l’acquisto di prodotti con uno score meno buono (34%) , cambiare stabilmente certe abitudini alimentari (35%). E’ comprensibile che queste reazioni del consumatore alla etichetta a semaforo possano preoccuparci, perché potrebbe penalizzare anche prodotti eccellenti per il gusto e per i sapori (e si mangia anche per questo !!) ma con punteggio nutrizionale poco soddisfacente. A tale proposito, si ricorda il confronto che viene fatto tra il punteggio buono della Coca-Cola Light e quello meno buono che segnerebbe inesorabilmente l’olio d’oliva a causa del contenuto in grassi. Resta da chiedersi se l’approccio più razionale all’acquisto indotto dal Nutriform Battery, che spingerebbe il consumatore a scegliere i prodotti in base alla dose ideale da assumere di ciascun nutriente utilizzando le quantità e le percentuali per porzione riportate nel simbolo a batteria non sia troppo complicato, visto che spesso non viene letta nemmeno la dichiarazione nutrizionale presente nelle etichette già ora applicate. Questo andrebbe contro gli obiettivi della Commissione che vuole dare ai consumatori una corretta informazione sui contenuti nutrizionali degli alimenti per facilitare la transizione verso un sistema alimentare sostenibile e forse, proprio per la mancanza dell’immediatezza del semaforo del Nutri-Score, potrebbe non avere grande successo nemmeno tra le imprese che dovrebbero applicare la nuova etichetta.
Per prevedere quale sarà la scelta definitiva della Commissione non bisogna dimenticare, come riportato dall’Ufficio stampa della Santé Publique France, che Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Olanda, Spagna e Svizzera hanno già costituito un comitato di coordinamento per facilitare l’applicazione dell’etichetta nutrizionale con il Nutri-Score. Al momento, il Belgio ha scelto di utilizzare il Nutri-Score ad aprile 2018, la Spagna ha comunicato la sua intenzione di utilizzarlo a novembre 2018, la Germania e la Svizzera a settembre 2019, l’Olanda a novembre 2019 e il Lussemburgo nel 2020.
Per il Ministro Patuanelli sarà una lotta dura se vorrà far passare l’etichetta a Nutriform Battery.

Corrado Giacomini

economista agrario