DAL CALDO AL GELO, “SI RISCHIANO DANNI IRREVERSIBILI PER LE COLTURE”

“Uno sbalzo di temperatura di oltre 20 gradi nel giro di pochi giorni, una anomalia a cui purtroppo ci dovremo abituare e che porterà gravi conseguenze alle colture agricole”.

Cristiano Fini, presidente di Cia – agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna  – fa il punto della situazione sull’abbassamento di temperatura nella notte del 6 e nella mattinata del 7 aprile dopo i 27 gradi diurni dei giorni scorsi, temperature estive inusuali. “Le colture in piena vegetazione e i frutteti in fiori ne subiranno le conseguenze – aggiunge Fini – anche se dovremo aspettare alcuni giorni per quantificare i danni. Inoltre questa brinata, che si è protratta per molte ore, fa seguito ad altre ondate di freddo che avevano compromesso le albicocche. Ma non è finita, purtroppo, perché le previsioni meteo annunciano un’altra nottata di gelo. I produttori ci segnalano situazioni critiche ovunque, sia per quel che riguarda i frutteti, ma anche danni alle ortive ”.

Francesco Azzani, ha il ceraseto nelle ‘Basse’ di Vignola, nel modenese, storicamente un areale vocato per la ciliegia Igp, ha segnalato 4.8 gradi sotto zero nel suo frutteto che potrebbe aver causato danni irreversibili. “Quello che spaventa è il tempo prolungato, e sotto zero, a cui sono stati esposti i fiori – spiega Azzani – e già da domani saremo in grado di verificare se ci sono danni irreversibili”.

Marco Tagliavini coltiva ortaggi alle porte di Bologna e in questo periodo a pieno campo sono in produzione verdure a foglia. “Ho 54 anni e da quando ne avevo 20 faccio l’orticoltore – dice – e ho visto di tutto, ma questo passaggio dal caldo dei giorni scorsi al freddo di questa notte è anomalo. Sicuramente non sono consueti i 27 gradi diurni e 10 nelle nottate di qualche giorno fa. In questa situazione le piante hanno iniziato a lavorare. Comunque i danni saranno più evidenti tra qualche giorno su bietole da costa, insalata gentile, lattuga e romana. La temperatura ha iniziato ad abbassarsi dalle 23,30 del 6 aprile e le piante sono state esposte a freddo e gelo fino alle 7,30 del 7: troppo lungo il periodo. Occorre aspettare 5-6 giorni per fare una stima precisa dei danni”. Anche i vigneti  non sono rimasti indenni da questa ondata di freddo, specialmente nelle aree collinari, ma anche in pianura su alcune varietà di uva. “In collina, specialmente nelle aree dove si produce lambrusco, le piante erano attive con germogli vigorosi – spiega infine Fini che conduce una azienda viticola – e il rischio è che possano collassare: non sarebbe la prima volta”.